Dissesto Terni, i debiti esclusi da liquidazione tra società, Comuni, Regione e dipendenti

È uno dei contenuti dell’atto approvato dal Viminale per il piano di estinzione. Citati tra gli altri anche UniPg, Anas, diocesi, Municipia, CCP e Agenzia delle entrate

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di S.F.

Il Viminale

«Il consiglio comunale di Terni è tenuto ad individuare i soggetti ritenuti responsabili dei debiti esclusi dalla liquidazione ai sensi dell’articolo 257 – comma 2 – del Tuoel», il Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. È il contenuto dell’articolo 6 del decreto ministeriale firmato dal sottosegretario di Stato Wanda Ferro sul dissesto finanziario del Comune, in questo caso riguardante l’approvazione del piano di estinzione delle passività pregresse a suo tempo preparato dall’Osl. Sono 197 i debiti citati nell’allegato, per un totale di 15,3 milioni di euro. Le curiosità non mancano.

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DICEMBRE 2022, IL PIANO DI ESTINZIONE DELL’OSL: LE OSSERVAZIONI

L’organo straordinario di liquidazione del Comune di Terni

La normativa

Bene, ma cosa dice testualmente l’articolo 257 citato nel provvedimento (è impugnabile al Tar come ricordato martedì in consiglio da Josè Kenny): «Il consiglio dell’ente individua con propria delibera, da adottare entro 60 giorni dalla notifica del decreto di cui all’articolo 256, i soggetti ritenuti responsabili di debiti esclusi dalla liquidazione, dandone contestuale comunicazione ai soggetti medesimi ed ai relativi creditori. 3 Se il consiglio non provvede nei termini di cui al comma 2, si applicano le disposizioni di cui all’articolo 136». E allora si va a leggere questo ulteriore passaggio: «Qualora gli enti locali, sebbene invitati a provvedere entro congruo termine, ritardino o omettano di compiere atti obbligatori per legge, si provvede a mezzo di commissario ad acta nominato dal difensore civico regionale, ove costituito, ovvero dal comitato regionale di controllo»..

DISSESTO E FUTURO: IL DIBATTITO IN CONSIGLIO DEL 1° AGOSTO

I numeri citati dal Viminale

I debiti esclusi e le ragioni

Come detto sono quasi 200 i debiti esclusi dalla liquidazione. Le ragioni sono diverse: in maggior misura – riportiamo la dicitura – sono ‘crediti non certi liquido esigibili’, poi c’è la motivazione ‘finanziati con mutuo’, ‘somma già pagata’, ‘nessun incarico dalla pretesa attività’, ‘debiti fuori bilancio non attestati’, ‘temporalmente non di competenza dissesto’, ‘rimborsi non dovuti’, ‘prescrizioni del credito’, ‘credito già riconosciuto’ e ‘credito non di competenza dell’ente’. In alcuni casi sono tirate in ballo sentenze della Corte di appello e ‘incentivi privi di atti di liquidazione’. L’elenco è lungo. Le cifre più sostanziose? Ci sono ad esempio i 6,5 milioni di euro riferiti al Tns Consorzio Sviluppo Aree, il milione e 300 mila euro che fa capo alla Regione Umbria (si parla di Iva su servizi) e anche due società che a palazzo Spada conoscono molto bene: Atc Parcheggi srl in liquidazione (330 mila euro) e Atc Servizi Spa in liquidazione (121 mila euro), entrambe out per ‘mancanza estremi riconoscimento debito fuori bilancio’. Nella lista figurano un bel po’ di dipendenti comunali (alcuni per la Ria), imprese, il Comune di Arrone (22 mila euro per servizi sociali), Municipia Spa, l’università degli studi di Perugia, Consorzio di bonifica Tevere-Nera, il Circolo Canottieri Piediluco (oltre 50 mila euro per rimborso spese), la diocesi di Terni/Narni/Amelia (352 mila euro per lavori pubblici), Anas, il Comune di Battipaglia (55 mila per rimborso tributi), Agenzia delle Entrate e anche la Fondazione umbra antiusura (40 mila euro per quote associative). Se ne parlerà ancora.

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