Una modifica dello statuto che pone la Fondazione Carit in linea con i dettami dell’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio Spa (ACRI), presieduta da Giovanni Azzone, e il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF), guidato dal Ministro Giancarlo Giorgetti. Il comitato di indirizzo di palazzo Montani Leoni ha infatti approvato all’unanimità la revisione dello statuto, adeguandolo all’addendum del protocollo ACRI-MEF.
Cosa comporta questo passo? Intanto che il presidente della Fondazione Carit – ruolo ricoperto dall’avvocato Emiliano Strinati – e il comitato di indirizzo resteranno in carica per sei anni, contro i precedenti quattro (presidente) e cinque (comitato). In base a ciò, la naturale scadenza del mandato del presidente Strinati – ma pure del comitato di indirizzo – si sposta in avanti, a febbraio 2031. Resta invece di quattro anni il mandato del consiglio di amministrazione, che nel caso della Fondazione Carit dovrà essere rinnovato nel febbraio del 2029, con il presidente Strinati che a quella data sarà in carica per almeno altri due anni.
Ma non solo. Su un altro piano, l’addendum al protocollo ACRI-MEF vieta alle fondazioni aderenti di effettuare operazioni in titoli derivati, considerati ‘a rischio’. Fra le modifiche rilevanti, poi, emergono nuovi criteri per l’ineleggibilità e l’incompatibilità all’interno degli organi della Fondazione: ad esempio, sarà motivo di ineleggibilità, e quindi incompatibilità, l’aver riportato sentenze passate in giudicato, relative a condanne a pene reclusive per reati in ambito societario, finanziario, tributario.






