Lo slogan scelto è ‘Politica, Passione, Territorio’. «Perché ho sempre inteso la politica come servizio alla comunità. Ascoltare il nostro territorio, confrontarsi, farsi portavoce delle tematiche e delle problematiche che lo affliggono, analizzarle e trovare soluzioni. Rappresentare il territorio. Rappresentare un punto di riferimento». A parlare è Federico Novelli, candidato al Senato della Repubblica nel collegio uninominale Umbria e già consigliere comunale del Partito Socialista Italiano a Narni, consigliere provinciale a Terni e ora consigliere e segretario regionale sempre del PSI. E’ il candidato uninominale, ovvero a capo delle quattro liste che lo sostengono: Partito Democratico, SI Sinistra Italiana, Alleanza Verdi Sinistra, Europa Verde, più Europa e poi Impegno Civico.
«Non mortifichiamo i talenti»
«La nostra regione – afferma Novelli – ha bisogno, specie in questo tremendo periodo post Covid, di ridefinire i fondamentali, di richiamare la cultura dei diritti ma anche quella dei doveri. Di ritrovare una via che non mortifichi i talenti, la creatività, le energie individuali e imprenditoriali ma, al contrario, le valorizzi per risolvere i problemi di tutti. Serve rimettere al centro della nostra rotta i valori del merito, delle pari opportunità, dell’equità, del sostegno ai più deboli da parte di chi è più fortunato o talentuoso. Dobbiamo mettere in condizione tutti gli individui di sviluppare il proprio potenziale».
Nodo-sanità
I temi da seguire e affrontare sono tanti, come gli incontri che vengono fatti in questi giorni di campagna elettorale. Spesso al centro delle discussioni c’è la sanità: «Negli ospedali manca il personale, medici e infermieri sono ridotti allo stremo, in molti reparti si lavora sotto organico – analizza Federico Novelli -. Secondo la federazione Cimo-Fesmed, il sindacato dei medici dirigenti, in Umbria mancano 285 dottori di cui 69 primari. Quale è la risposta della Regione e del centrodestra che la governa? Il provvedimento del direttore regionale alla sanità, Massimo D’Angelo, che ordina ai dg di aziende ospedaliere e sanitarie di ‘soprassedere da subito ad ogni assunzione, compreso il turn over, in attesa delle specifiche azioni di rientro dallo sforamento che dovranno essere a breve definite e comunicate da questa amministrazione’. Insomma, i numeri non tornano e l’assenza di personale sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario regionale».
«Cittadini spinti verso il privato»
Secondo il candidato del centrosinistra al Senato, la situazione «è drammatica. Le liste d’attesa hanno tempi irragionevoli e sono fortissime le difficoltà per l’erogazione dei servizi di continuità assistenziale. E’ in atto la chiusura di molte sedi territoriali di guardia medica che insieme alla carenza, soprattutto nelle aree interne, di medici di base e medicina generale, riduce drasticamente e rende sempre più sporadici e discontinui i servizi ai pazienti, costringendo al collasso le strutture di pronto soccorso ospedaliere. In più il nuovo piano sanitario regionale, criticato da sindacati, Università, Ordini e sindaci, è imperniato sul taglio dei distretti, che passerebbero da 12 a 4, con una potenziale riduzione anche del controllo territoriale delle patologie croniche. Lo svuotamento dei servizi di alcune strutture ospedaliere, come Narni, Amelia e Spoleto, e le gravi difficoltà in cui versano altri presidi strategici come il ‘Santa Maria’ di Terni: tutto spinge verso il privato, ovviamente».
L’economia in ‘frenata’: «Terni e Narni soffrono»
Sul piano dell’economia, per Novelli le cose non è che vadano molto meglio. «Recentemente Svimez (associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) ha diffuso le proprie stime ha segnalato che il Pil dell’Umbria quest’anno crescerà dell’1,9%. Le previsioni per il biennio successivo sono inferiori e mostrano l’Umbria ancora molto in affanno rispetto alle altre regioni del centro Italia: per il 2023 dell’Umbria non si sbilanciano oltre un aumento del Pil dell’1,5%, ridotto all’1,3% nel 2024. Le regioni confinanti fanno molto meglio: la Toscana crescerà del 3,1%, le Marche del 3,6% e il Lazio del 2,5%. Molto meglio dell’Umbria fa anche l’Abruzzo, dove le stime indicano un balzo del Pil del 3,5%. In Umbria la frenata prevista sarà più marcata, come aveva evidenziato il rapporto Bankit». Circa l’impatto sul territorio, il candidato del centrosinistra ricorda come «solo qualche giorno fa lo stabilimento Colacem di Ghigiano ha annunciato un nuovo stop della produzione. Ast ha spiegato che per il mese di settembre si prevede una produzione di 88 mila tonnellate di acciaio fuso e che l’attività ripartirà al momento in un solo forno. La decisione di Novamont di ridurre temporaneamente l’attività nello stabilimento produttivo di Terni e di procedere a CIG ordinaria dal primo luglio 20221 riaccende l’attenzione anche sulla situazione in cui grava il sito industriale Polymer, le cui infrastrutture necessitano di una riqualificazione e i cui costi iniziano ad essere sempre più gravosi. La difficile trattativa per scongiurare la chiusura definitiva dell’impianto Treofan di Terni, che il gruppo indiano Jindal ha deciso di dismettere e che ha ricevuto l’attenzione di Hgm, vede in campo una società estranea al comparto chimico. Le ripercussioni sulle piccole e medie imprese dell’indotto, già gravate di per sé dagli effetti della crisi attuale, rischiano di essere drammatiche».
Proposte ‘green’
Sul piano delle proposte, «da un lato serve rielaborare le politiche industriali, in particolare sulla siderurgia e sulla chimica, per essere all’avanguardia ed efficaci rispetto alle grandi questioni delle materie prime, del prezzo dell’energia, della logistica e delle infrastrutture. Dall’altro, misure per contrastare la precarietà, sostenere la stabilità del lavoro, retribuzioni più eque, formazione per i giovani, riforma delle pensioni e misure per limitare gli effetti della crisi sulle fasce sociali più deboli ed in difficoltà». L’attenzione deve riguardare, per Novelli, anche il mondo agricolo: «Il Pnrr contiene una specifica missione denominata ‘rivoluzione verde e transizione ecologica’, per il perseguimento della quale sono stanziati quasi 60 miliardi. Una straordinaria occasione per un profondo cambiamento e per realizzare la transizione verde, ecologica e inclusiva del Paese, favorendo l’economia circolare, lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile e un’agricoltura più sostenibile. Una delle priorità deve essere la tutela del made in Italy agroalimentare e la promozione di un modello nutrizionale in grado di garantire alla popolazione una migliore qualità della vita e la piena salvaguardia della sostenibilità ambientale. Rafforzare le filiere produttive nazionali e regionali è un obiettivo da perseguire con forte impegno, attraverso l’adeguamento delle strutture di stoccaggio e della rete dei trasporti, l’aggregazione di offerta delle produzioni agricole per condurle sui mercati a costi e in tempi più convenienti possibili, la digitalizzazione delle imprese per favorire il marketing e la rintracciabilità delle produzioni».
«Agroenergie, che opportunità»
Sul piano energetico, per Federico Novelle è necessario «sostenere e incentivare un sistema che si basi sulle fonti rinnovabili, sulla produzione diffusa e sull’efficienza energetica, sempre più svincolato dalle fonti fossili. Serve semplificare gli iter autorizzativi per le fonti rinnovabili e servono incentivi alle imprese che vorranno dotarsene. Infine, serve favorire ed incentivare lo sviluppo delle agroenergie. L’energia prodotta dalle imprese agricole, zootecniche, forestali e dall’agroindustria è diventata la più importante e la più versatile fra le fonti energetiche rinnovabili nel nostro Paese, in grado di soddisfare quasi il 50% ai consumi di fonti rinnovabili e l’8,7% di quelli totali. Ma per convertire le biomasse in energia con sempre maggiore efficienza e sfruttarne in pieno le potenzialità, occorre investire nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie innovative per garantire che l’uso sia assolutamente ‘sostenibile’».





