di Voltero Petrocchi
già sindaco di Acquasparta
L’altro giorno nuovo sussulto a Spoleto per la Tre Valli ed uno sterminato elenco di effetti ‘terapeutici’ che il completamento avrebbe per l’universo-mondo. Ci aiuterà (naturalmente) a superare l’atavico isolamento, collegherà due mari, solleverà le asfittiche economie del territorio, decongestionerà Collestrada e via elencando.
Qualcuno ha anche ricordato che il primo progetto è del 1973 e che quindi saremmo in ritardo di oltre mezzo secolo senza (naturalmente) aggiungere che, nel frattempo, ‘di cose (anche) qui ne succedono e ci illudiamo di inventarle noi’ (‘Per Sergio’ di Vecchioni).
Nel frattempo la Flaminia è raddoppiata (da Spoleto in su) ed abbiamo la Terni-Rieti, la Foligno-Civitanova e per raggiungere le Marche abbiamo solo l’imbarazzo della scelta (sul traffico e sugli effetti meglio sorvolare, almeno rispetto ai costi).
Si è parlato dei mezzi pesanti che attraverseranno i Martani (si presume in direzione Roma) per immergersi nella già ingolfata E45, evitando il valico della Somma. E qui ‘cascò l’asino’. La fu Camera di Commercio di Terni (presidente Ruozi) commissionò alla fine degli anni ’80, all’ingegner Corradi, uno studio atto a verificare la fattibilità di un intervento sul tratto di Flaminia Spoleto-Terni in grado di superare le criticità già allora presenti e di proporre una soluzione ‘equa, praticabile, sostenibile’ . Il risultato fu positivo e il progetto (naturalmente) confinato in un un cassetto.
Ebbi a dire all’ottimo Melasecche che l’Umbria è ormai più facile ‘lasciarla che attraversarla’, viste le condizioni di strade comunali, provinciali, regionali. Ma anche oggi la ‘musica’ rimane tendenzialmente quella delle grandi e (spesso) inutili opere.
Per ‘sventrare’ i monti Martani e far sì che da Acquasparta a Spoleto ci si mettano 10 minuti anziché 25 (perché chi viene da Norcia percorrendo la Tre Valli, seguiterà ad andare verso Terni) ci mancano solo circa 600 milioni che (naturalmente) troveremo. In fondo,niente di nuovo.






