della Lega di Terni
Due fatti accaduti in questi giorni rappresentano l’ennesimo campanello d’allarme su una situazione che non può più essere ignorata. A Piediluco una giovane, in condizioni che apparivano potenzialmente gravissime, ha dovuto attendere oltre quaranta minuti prima dell’arrivo dell’ambulanza. In via Breda, a Terni, un uomo colto da un malore improvviso, a pochi chilometri dall’ospedale, ha dovuto attendere un’ambulanza proveniente da Acquasparta perché l’unico mezzo del 118 disponibile in città era già impegnato.
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Non stiamo parlando di semplici disservizi, ma di episodi che evidenziano una grave carenza strutturale del sistema di emergenza-urgenza del territorio ternano che denota una pessima organizzazione e pianificazione sanitaria regionale. Quando una città di oltre 100 mila abitanti può contare su una sola ambulanza disponibile per Terni centro e, in caso di emergenze contemporanee, è costretta ad attendere mezzi provenienti da altri comuni, significa che qualcosa non funziona nell’organizzazione e nella pianificazione sanitaria regionale. La presidente della Regione, Stefania Proietti, ha scelto di aumentare la pressione fiscale annunciando un rilancio della sanità e nuove assunzioni del personale. Ad oggi, però, nulla di tutto questo è avvenuto e non bastano nemmeno le promesse di potenziamento annunciate. Un servizio essenziale come il 118 non può essere affidato esclusivamente al volontariato. È necessario garantire la presenza di personale altamente qualificato e adeguatamente formato, in grado di assicurare interventi tempestivi ed efficaci in ogni situazione di emergenza.
La realtà è sotto gli occhi di tutti: pronto soccorso dell’ospedale di Terni ormai al collasso, personale insufficiente, carenza cronica di ambulanze, organizzazione del servizio sempre più in difficoltà e cittadini costretti ad attendere tempi incompatibili con situazioni di emergenza. A causa della pessima programmazione e delle scarsissime risorse destinate a Terni, capita sempre più spesso che le ambulanze, nei momenti di punta, siano costrette ad attendere all’ingresso del pronto soccorso perché mancano le barelle per far scendere i pazienti. Tra le tante criticità, un sincero ringraziamento va a tutti gli operatori sanitari che, ogni giorno, svolgono il proprio indispensabile lavoro con professionalità, dedizione e senso del dovere, nonostante i problemi legati alla carenza di personale, ai turni sempre più gravosi e all’elevato numero di pazienti da assistere. La politica è chiamata a impegnarsi per garantire loro un lavoro dignitoso e condizioni accettabili.
Ancora più grave è il senso di abbandono che vive il nostro territorio. Terni continua a essere penalizzata e lasciata ai margini delle scelte della sinistra che favorisce Perugia, mentre la qualità dei servizi sanitari nell’Umbria del sud continua a peggiorare nonostante il maggiore sacrificio economico imposto ai cittadini attraverso l’aumento delle tasse. A questo si aggiunge la preoccupazione per lo scippo della Asl 2 e i continui rinvii sul nuovo ospedale di Terni. Chiediamo che la Regione intervenga immediatamente con un piano straordinario che preveda un reale potenziamento del servizio di emergenza-urgenza, l’incremento del numero delle ambulanze operative sul territorio, l’assunzione del personale sanitario necessario e una profonda revisione dell’organizzazione del servizio, affinché episodi come quelli verificatisi a Piediluco e in via Breda non si ripetano.
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