di Giovanni Cardarello
A distanza di otto mesi dalla chiusura del ponte al chilometro 115+575 della SS3 Flaminia tra Terni e Spoleto, all’altezza di Strettura, sparisce il semaforo che scaglionava il senso unico alternato: riaperto il transito a bus turistici e mezzi pesanti. Lo riporta ‘Il Messaggero Umbria‘ in un articolo a firma Ilaria Bosi.
Una notizia importante per tutti i cittadini e gli operatori economici presenti nell’asse viario tra Terni e Spoleto. La chiusura del viadotto, infatti, aveva inibito il traffico pesante con oggettivo aggravio di tempo e di spesa per la consegna delle merci, oltre alla necessità di deviare i bus turistici. Ma non solo. La chiusura del ponte di Casal di Mezzo, nei pressi di Strettura, aveva sollevato allarmi importanti sulla tenuta statica dell’intero tratto. Ricordiamo brevemente i fatti.
Lo scorso 29 novembre Anas ha chiuso, all’improvviso, il ponte nei pressi di Strettura (nel territorio del Comune di Spoleto) e inserito le citate limitazioni al traffico. Il motivo era in ordine alla necessità di mettere in sicurezza il ponte del viadotto che, da verifiche approfondite, era risultato in condizioni di difficoltà. I lavori per ridurre l’ammaloramento sono iniziati con somma urgenza ed hanno determinato la decisione di deviare i mezzi superiori alle 3,5 tonnellate – fra cui autoarticolati e bus turistici – sul percorso alternativo della Valnerina.
Per mesi, i tempi di chiusura dei lavori e di riapertura del traffico ai mezzi pesanti sono stati avvolti dall’incertezza, quasi dell’oscurità. L’ultima nota di Anas era un post del 24 febbraio dove si spiegava l’avanzamento dello stato dei lavori. Ma proprio quando ormai ci si stava rassegnando a completare l’anno giubilare con le limitazioni al traffico, ecco – improvvisa – la riapertura completa.
«Ora – scrive sempre Il Messaggero – completata la messa in sicurezza, inizierà l’intervento di risanamento più profondo che, però, non interesserà direttamente la sede stradale. Secondo gli addetti ai lavori, infatti, da qui in avanti potranno registrarsi in quel tratto limitazioni temporanee che verranno tempestivamente segnalate, ma non chiusure vere e proprie».
Ma i cantieri tra Spoleto e Terni non finiscono qui. A settembre 2025, infatti, aprirà il cantiere Anas per la realizzazione della prima corsia di arrampicamento, quella che permetterà a tir e bus di utilizzare una corsia apposita e al tempo stesso liberare la Flaminia dal traffico che ne deriva. L’intervento, del valore di 800 mila euro complessivi, è solo il primo di tre previsti. Ma va detto, come si evince dal cronoprogramma, che il secondo è ‘non programmabile’, mentre il terzo è ‘privo di copertura finanziaria’. Della serie, finito un ‘incubo’ se ne paventano all’orizzonte altri due, tre con i lavori dello svincolo per Molinaccio attualmente in fase di Via, Valutazione di impatto ambientale.






