«Distraevano, dissimulavano e dissipavano la totalità del compendio aziendale». Questo sostiene il pm Gianpaolo Mocetti della procura di Perugia relativamente al fallimento della Frecco di Gualdo Tadino . Ad approfondire la questione dell’azienda fallita nel 2017 e per il quale sei persone sono accusate di bancarotta fraudolenta e semplice, è il quotidiano ‘Il Messaggero‘.
La vicenda
I fatti si sono svolti dopo il fallimento della Frecco. La proprietà aveva beni mobili e immobili, attrezzatture, impianti organizzati per il settore della ristorazione, attività ricettive, per il benessere e attività agricola. Secondo quanto emerso in fase di indagine, attraverso i contratti con due diverse società di nuova costituzione (Tdv S.R.L. e Qm S.R.L) riconducibili a due degli indagati con canoni irrisori, i sei indagati avrebbero contributo a dissipare un compendio molto elevato.
Gli indagati
Tre dei coinvolti sono originari della provincia di Ancona, uno di Forlì Cesena e uno di Roma. Le accuse più gravi vengono rivolte all’ex presidente del cda, all’ex legale rappresentante e ad un socio.






