di Giovanni Cardarello
Non è un semplice balletto social, ma una manovra di alta finanza che scuote l’Umbria da Gubbio a Solomeo. Il popolare influencer bolognese Gianluca Vacchi rompe gli indugi e mette sul piatto 450 milioni di euro per rilevare la quota di Giuseppe Colaiacovo ed entrare nel cuore del cemento italiano. Un’operazione complessiva da quasi due miliardi di euro – riportata dal blog ‘Piccadilly Duomo‘ di Simone Filippetti – che potrebbe essere il ‘deus ex machina’ capace di risolvere la crisi dinastica che, da oltre mille giorni, blocca la holding Financo (la controllante di Colacem), mettendo d’accordo, o liquidando, i quattro rami della famiglia in conflitto. Vediamo i dettagli.

Il countdown e il ruolo di Cucinelli
Con la formalizzazione della proposta di Gianluca Vacchi, di fatto, è partito ufficialmente il countdown. Dal momento del deposito dell’offerta di acquisto, i quattro soci della Financo hanno poco meno di 60 giorni per esercitare il diritto di prelazione. Il fronte composto dal cavaliere Carlo Colaiacovo insieme a Carmela e Ubaldo (che detengono il 50%) si trova di fronte a un bivio: pareggiare l’offerta per salire al 75% della proprietà, liquidando definitivamente il nipote Giuseppe, o accettare l’ingresso di un socio esterno ‘ingombrante’, ma finanziariamente molto solido, come Vacchi.
L’operazione però non è un fulmine a ciel sereno. Già nel recente passato, infatti, Vacchi aveva partecipato attraverso la società Eques al salvataggio della Franco Colaiacovo Gold, in liquidazione, con un supporto da 126 milioni di euro, agendo in cordata con il ‘re del cashmere’ Brunello Cucinelli. Proprio il ruolo di Cucinelli, secondo quanto riportano sia ‘Umbria24‘ che ‘Il Corriere dell’Umbria‘, sembra essere stato determinante nel tessere la trama di questo nuovo capitolo della ‘Dynasty del cemento’.
Dietro le cifre: chi sono i protagonisti della sfida
L’operazione non è solo una questione di bilanci, ma l’incontro tra due mondi apparentemente distanti che oggi si trovano a rinegoziare il futuro di un intero territorio. Da un lato c’è Gianluca Vacchi, una figura che spacca l’opinione pubblica. Per molti è il re dei social e dei dj set internazionali, ma dietro i tatuaggi e lo stile di vita stravagante si cela un solido pedigree industriale. Erede della famiglia bolognese fondatrice di IMA, leader mondiale nel packaging, Vacchi è un uomo d’affari che ha saputo trasformare il proprio personal brand in un asset finanziario, muovendosi con agilità tra partecipazioni in holding e operazioni di risanamento, dimostrando una visione che va ben oltre i balletti virali.
Dall’altro lato c’è Colacem, il cuore pulsante del Gruppo Financo. Nata dall’intuizione e dalla tenacia della famiglia Colaiacovo, l’azienda di Gubbio è oggi il terzo produttore di cemento in Italia. Non è solo una serie di stabilimenti che svettano nel panorama umbro: Colacem è un network globale che arriva fino in Tunisia, Repubblica Dominicana e Canada. Un impero diversificato che spazia dai trasporti di Eulogistics all’ospitalità d’élite del Park Hotel ai Cappuccini, ‘atterrando’ su importanti emittenti locali come Umbria TV e rappresentando uno dei motori occupazionali e produttivi più importanti dell’intera Umbria.
Prossime tappe: marzo mese chiave
Mentre la famiglia valuta se staccare l’assegno per la prelazione, resta fissato l’appuntamento in tribunale per il prossimo 13 marzo. L’udienza riguarda la richiesta di liquidazione avanzata anni fa da Giuseppe Colaiacovo, ma l’offerta di Gianluca Vacchi potrebbe cambiare radicalmente le carte in tavola, offrendo una via d’uscita economica, onorevole per tutti, e garantendo stabilità a un gruppo che, nonostante i litigi al vertice, resta un gioiello industriale con conti da record.






