LE NOTIZIE SULL’INDAGINE DI GUARDIA DI FINANZA E PROCURA DI TERNI
Tra le reazioni politiche arrivate dopo la notizia dell’inchiesta, Rifondazione Comunista Terni richiama al «rispetto della presunzione di innocenza e dell’autonomia della magistratura», ma sottolinea come la vicenda «apra anche un tema di credibilità delle istituzioni». Il partito chiede che «il sindaco e presidente della Provincia Stefano Bandecchi riferisca al più presto nelle sedi istituzionali competenti, garantendo la massima trasparenza e l’accesso agli atti nel rispetto delle indagini», ribadendo «la necessità di una netta distinzione tra interesse pubblico e interessi privati».
Più dura la posizione del Patto Avanti Umbria, che parla di «una crescente commistione tra interessi privati e fondi pubblici», richiamando anche «la vicenda Orvietana-Ternana e il progetto stadio-clinica. Pur ribadendo il rispetto per il lavoro della magistratura e per la presunzione di innocenza degli indagati», la coalizione di centrosinistra sostiene che Bandecchi sia ormai «un sindaco azzoppato, con una situazione politica e amministrativa resa difficile anche dallo stallo del consiglio comunale», chiedendo «un’amministrazione improntata a dignità e trasparenza». Sulla vicenda interviene anche il Patto Avanti Terni, che richiama «la necessità di una netta separazione tra il ruolo di imprenditore e quello di sindaco ricoperti da Bandecchi. L’inchiesta ripropone un problema politico più volte denunciato, la sovrapposizione tra interessi privati e funzione pubblica rischia di compromettere l’azione amministrativa e l’immagine della città. Terni non è un ramo d’azienda e merita trasparenza», si legge nella nota, che chiede una guida «concentrata esclusivamente sul bene comune» e auspica che venga fatta «rapidamente piena chiarezza sulla vicenda».
Arrivano invece attestati di sostegno al sindaco dall’ex vice sindaco, l’avvocato Riccardo Corridore, e dal consigliere comunale di maggioranza Claudio Batini. Corridore si dice «convinto che gli indagati dimostreranno la propria totale estraneità ai fatti contestati», ribadendo che «la politica non si fa attivando la magistratura» e richiamando il principio «dell’onestà intellettuale», pur dopo la revoca dal suo incarico di vicesindaco. Batini esprime «piena fiducia nell’operato di Bandecchi, dell’ex presidente Biagioli e dei dirigenti coinvolti», definendo «trasparenti le procedure amministrative» e sostenendo che la vicenda abbia «anche una forte connotazione politica, certo che saranno gli accertamenti a chiarire definitivamente i fatti».






