Un quadro fatto di «omissioni e rinvii» a cui si è aggiunta una «emergenza abitativa» che ha finito per aggravare lo stato delle cose. A denunciare il tutto – c’è peraltro un processo in corso – è un amministratore di sostegno, Vincenzo Scialò, il cui figlio è alle prese con annosi e gravi problemi di salute. «Nel 2018 – racconta – a mio figlio è stato riscontrato un melanoma che non è stato adeguatamente curato. Tanto che nel 2022 abbiamo sporto la denuncia che ha fatto partire il procedimento penale verso cinque medici».
Il punto è che, secondo Scialò, da allora ad oggi ci si è trovati di fronte ad «un labirinto di rinvii infiniti. Dai tempi biblici per la perizia medico-legale iniziale – spiega – alla prima udienza, fino alla seconda udienza e al successivo, ennesimo, rinvio già fissato per il prossimo mese di ottobre 2026. Quattro anni contrassegnati da una catena di ‘indagini delle indagini’, mentre il beneficiario della tutela è costretto a sopravvivere in una sistemazione abitativa di appena 18 metri quadrati, del tutto incompatibile con la sua condizione clinica».
«Siamo davanti a una situazione che nessun cittadino normale può tollerare in un Paese civile – afferma Vincenzo Scialò -. Il peso economico e fisiologico ha travolto la nostra famiglia. Abbiamo mosso ogni pilastro istituzionale, inviato pec alle Procure e ai Tribunali, ma ci scontriamo con un muro di gomma e con avvocati che ignorano la realtà. Questa non è solo una richiesta di aiuto, ma un atto di trasparenza dovuto».
Accanto a questa denuncia, l’amministratore di sostegno solleva un interrogativo basato su elementi documentali e diari giornalieri: «Chiediamo pubblicamente un’esplicita spiegazione tecnica, legale e giuridica, sia all’amministrazione sanitaria di Perugia sia alle autorità giudiziarie: come è possibile che un paziente che si trova in stato di coma possa rifiutarsi di sottoporsi a esami diagnostici vitali come la Tac o negare il proprio consenso informato? Come possono trovare spazio, nei diari giornalieri della struttura, dichiarazioni che attribuiscono una simile volontà a chi non è cosciente?».






