di S.F.
«Il valore economico del riequilibrio 2016/2017 nel suo valore oggetto di transazione pari a 4.160.142 euro verrebbe riportato nell’ambito della manovra tariffaria Mtr3 2026/2029 e ripartito nelle varie annualità con modalità che minimizzerebbero gli impatti tariffari per i singoli comuni». Lo mette nero su bianco il direttore di Auri, Giuseppe Rossi, nell’ambito della proposta di transazione tra l’Autorità, l’Rti Asm/Cns (gestione integrata dei rifiuti) ed i Comuni del sub ambito 4, con Terni in testa.
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La vicenda è nota e parte dal 16 giugno 2017, quando l’Rti che gestisce il sub ambito 4 si è fatta avanti con Auri per una serie di riserve sulla concessione. Le principali sul «numero delle utenze contenuto della documentazione di gara, che a parere del gestore sarebbe stato del tutto incongruente con quanto rilevato nel corso del dispiegamento del servizio». E, finora, nonostante le numerose interlocuzioni non si è arrivati ad accordo per il riequilibrio della concessione.
Gestione rifiuti, contesa Asm/Cns-Auri: complicato riequilibrio
La richiesta di Asm-Cns è di 5,3 milioni di euro, la proposta di Auri si ferma a 5 milioni. Poi, dopo vari conteggi e tenendo in considerazione la transazione già effettuata per Terni nel 2019 e le penali Auri che contesta alcune inadempienze contrattuali, il valore finale della transazione proposta è di 4 milioni 160 mila euro. «Nell’ipotesi in cui il valore di cui sopra non venisse integralmente recuperato dal gestore entro il termine della concessione 31/12/2029, lo stesso confluirà nel valore residuo da porre a carico del futuro concessionario che procederà al suo recupero nelle annualità successive al 2029», viene sottolineato.
LA RELAZIONE SULLA PROPOSTA DA 4 MILIONI DI EURO

La proposta di Auri – in sostanza – ha l’obiettivo di risolvere le controversie economiche del biennio 2016-2017 e, in questo modo, evitare ulteriori contenziosi. Stanziando il valore di 4 milioni nella nuova manovra tariffaria 2026-2029 per ridurre l’impatto sulle tariffe dei singoli comuni. Tra le penali comminate c’è anche quella per gli svuotamenti, mentre tra gli interessi moratori richiesti dal gestore ci sono 996 mila euro (divisi tra Asm e Cosp) per ritardati pagamenti dei Comuni.






