di Giovanni Cardarello
L’inverno bussa – qualcuno dirà finalmente – alle porte dell’Umbria. Ma bussa in modo ‘chirurgico’. In queste ore, infatti, la nostra regione si trova divisa da una linea invisibile che separa le zone di gelo da quelle segnate da piogge insistenti. E, pertanto, mentre in molte città si aprono gli ombrelli, a pochi chilometri di distanza, sui valichi, è scattata l’allerta per la neve intensa che rende difficili i collegamenti interregionali.
Neve intensa a Fossato di Vico: traffico rallentato
La situazione più critica si sta registra, come riporta Perugia Meteo, lungo la direttrice Perugia-Ancona. Già dalle prime ore del pomeriggio di domenica 4 gennaio, una forte nevicata ha colpito la zona del valico di Fossato di Vico, circa 700 metri di quota, in particolare nel tratto tra Cancelli e Fabriano Ovest. Il paesaggio è cambiato repentinamente fra strade imbiancate e accumuli tra i 5 e gli 8 centimetri, con visibilità decisamente ridotta. I mezzi spazzaneve dell’Anas sono entrati in azione, ma la nevicata è così fitta che Perugia Meteo raccomanda «la massima prudenza e l’uso obbligatorio di pneumatici invernali o catene».
VIDEO FOSSATO DI VICO: LA ‘PERUGIA-ANCONA’ – DOMENICA 4 GENNAIO
Il ‘muro’ invisibile dell’Appennino: perché a Gualdo Tadino piove e a Fossato nevica?
C’è un fenomeno meteorologico, spiega sempre Perugia Meteo, che lascia sbalorditi gli automobilisti. Si tratta del cosiddetto ‘Phoen (o Favonio) Appenninico’. Oggi ne abbiamo avuto una prova plastica nel reportage dell’esperto Pierluigi Gioia. Mentre a Gualdo Tadino la pioggia cadeva con una temperatura di quasi 5°C, è bastato spostarsi di pochissimi chilometri verso il valico di Fossato per assistere a un crollo termico vertiginoso, con il termometro fermo a 1,5°C e i primi fiocchi bagnati.
Il motivo è scientifico: «L’aria fredda e umida che arriva dai Balcani impatta contro il versante marchigiano della montagna (effetto stau), caricandosi di neve. Salendo verso la vetta, questa massa d’aria condensa e scarica gran parte della sua umidità. Quando però scollina e scende verso il versante umbro, l’aria si è ‘svuotata’ e, scendendo di quota, si scalda per compressione. È questo il motivo per cui, paradossalmente, nel Gualdese si coltivano gli ulivi fino a quote elevate, mentre a parità di altitudine, oltre il confine marchigiano, il clima è decisamente più rigido e nevoso».
Un’Umbria a due velocità: il contrasto tra nord e sud
Ne consegue che in queste ore attraversare l’Umbria da nord a sud è come compiere un viaggio tra due stagioni diverse. La regione appare profondamente divisa, vittima di uno squilibrio climatico che premia i settori settentrionali. Nel comprensorio dell’Alto Tevere e nell’area Eugubino-Gualdese, l’inverno mostra il suo volto più intenso, con freddo pungente e quota neve scesa a 800 metri, regalando peraltro lo spettacolo suggestivo di una Pian delle Macinare completamente imbiancata.
Scendendo verso la parte meridionale della regione, però, lo scenario muta radicalmente. Tra l’Appennino Folignate e i Sibillini la colonnina di mercurio fatica a scendere e la pioggia continua a cadere battente anche a quote elevate, dove per vedere i primi fiocchi servirà attendere un ulteriore calo termico. Questo contrasto, secondo quanto emerge dai Bollettini della Protezione Civile regionale e dell’Aeronautica Militare, è evidente nelle aree urbane. A Perugia si respira un’aria gelida e umida sotto una pioggia che sembra voler diventare neve da un momento all’altro. A Terni e Orvieto la situazione è ancora tipicamente autunnale.
Nelle conche del sud della regione le temperature restano ancora più miti e le precipitazioni, seppure abbondanti, non lasciano spazio a speranze di neve. Neve che resta, così, confinata sulle vette più alte, lontano dalle colline e dai centri abitati.
L’incognita dell’Epifania: cosa aspettarsi nei prossimi giorni
E quindi fare previsioni non sensazionalistiche per le prossime 48-72 è davvero un rompicapo, anche per gli esperti. Il motivo è legato al fatto che l’Umbria si trova esattamente sulla linea di confine tra una massa d’aria mite e una molto più fredda. Per lunedì 5 gennaio sono previste piogge sparse e una temporanea attenuazione dei fenomeni nel pomeriggio.
Tutto però potrebbe cambiare proprio nel giorno della Befana. Per martedì 6 gennaio, infatti, si attende un deciso calo delle temperature a partire dal pomeriggio. Ma resta il grande dubbio sull’umidità. Se il freddo sarà secco, sarà tramontana senza neve. In caso contrario, potrebbero scendere i fiocchi anche a quote basse.
Al momento, spiega Perugia Meteo in un post già virale, «ìla neve rimane una possibilità concreta solo per le zone appenniniche, mentre per le aree urbane di Terni e Orvieto lo scenario più probabile rimane quello della pioggia», seguita da un sensibile calo delle temperature minime nella notte tra martedì 6 e mercoledì 7. Un ritorno a scuola per gli studenti umbri, decisamente freddo.






