«Le scelte sul nuovo ospedale di Terni saranno compiute entro pochi mesi, dopo l’approvazione del piano sociosanitario». È uno dei passaggi centrali dell’intervento della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, presente lunedì nella sede ternana di Arpa Umbria durante la seduta della Terza Commissione regionale dedicata al nuovo ospedale di Terni, alla presenza dell’assessore Francesco De Rebotti e del direttore generale dell’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, Andrea Casciari.
Nel dibattito, pur con sensibilità diverse, gli interventi dei rappresentanti politici ternani hanno seguito una linea sostanzialmente comune: la richiesta alla Regione di passare «dalle ipotesi alle decisioni, chiarendo risorse disponibili, tempi di realizzazione e modalità di intervento». Più volte è stata sottolineata la necessità di «un confronto istituzionale stabile e rispettoso tra Comune e Regione», ritenuto «indispensabile per arrivare a una scelta condivisa». Tra i temi ricorrenti, la definizione del modello di ospedale, «una struttura moderna, flessibile e di nuova generazione» e il nodo della localizzazione, con posizioni differenti tra chi ritiene «prioritaria la continuità con l’attuale sito di Colle Obito» e chi chiede di «valutare senza preclusioni anche aree alternative». Dai capigruppo è arrivata anche la richiesta di un «cronoprogramma chiaro e di un’indicazione puntuale sulle risorse pubbliche che la Regione intende destinare all’opera», considerata «strategica non solo per Terni ma per l’intero sistema sanitario umbro». Nel corso della seduta è stata inoltre evidenziata l’esigenza «di garantire, nel frattempo, la piena funzionalità dell’attuale ospedale e di tutelare il ruolo della sanità ternana all’interno della rete regionale, anche in relazione al nuovo piano sociosanitario in fase di definizione».
«Quello di oggi è un positivo momento di confronto. Avvertiamo tutti il carattere di urgenza di questa opera», ha detto la presidente Proietti nel suo intervento. «Il nuovo ospedale di Terni serve a tutta l’Umbria, anche per la sua funzione attrattiva verso l’alto Lazio. Lo studio sulle aree idonee è stato ragionevolmente impostato come primo passo per evitare che potessero nascere degli extra costi legati a condizionamenti esterni. Il Dea di Secondo livello a Terni è una necessità assoluta ed è in atto una discussione a livello nazionale sugli attuali parametri, che verranno probabilmente rivisti. Progettare oggi un nuovo ospedale all’interno della rete sanitaria regionale è molto più complesso che in passato, anche per una diversa e minore disponibilità di fondi per l’edilizia sanitaria. Puntiamo ad un Irccs, in collaborazione con l’Università. Questo però dipende da valutazioni scientifiche e specialità di ricerca, ospedaliere e universitarie, di cui si dispone. L’Università avrà un ruolo fondamentale anche per l’ospedale di Terni e la sede universitaria non rappresenterebbe un problema, anche se venisse scelto un sito diverso dall’attuale. Il sito di Colle Obito non è stato escluso, si potrebbe ipotizzare una nuova struttura integrata con l’esistente, anche se il servizio non potrà certamente essere interrotto». Sulle risorse regionali disponibili: «Le risorse di parte corrente – ha evidenziato – non possono essere usate per gli investimenti. Per questi serviranno risorse nazionali. La Regione potrà coprire i costi relativi al potenziamento del personale, che verrà ampliato. È in atto un ricalcolo degli indicatori dei fondi che spettano all’Umbria: il Fondo sanitario fino ad oggi era calcolato in base alla popolazione e questo ci penalizzava. Da quest’anno il riparto è stato ricalcolato in base alla dispersione territoriale dei suoi abitanti, elemento che incrementa i costi per l’assistenza. Servirà un progetto definitivo del nuovo ospedale per poter chiedere un riparto ‘ex articolo 20’, nell’ambito della prossima Legge finanziaria».
Il project financing in sanità: «Era stato bocciato – ha aggiunto Proietti – da una commissione tecnica nella precedente legislatura e probabilmente subirebbe oggi la stessa sorte. Esso genera un esborso negli anni che risulta improponibile. Un crono programma realistico si potrà avere solo con il progetto preliminare, anche se una quantificazione economica di massima è stata fatta. La Provincia di Terni deve ottenere le giuste attenzioni anche in ambito sanitario, superando quanto può essere avvenuto in passato. Il nuovo ospedale verrà inserito nel Piano socio sanitario, che conterrà dettagli e ubicazione della struttura, e verrà sottoposto al consiglio regionale. Sulla rivalutazione dei costi, ci affidiamo appositamente ad uno studio di ingegneria. Il progetto preliminare verrà redatto dopo la scelta della localizzazione. Un incontro tra tecnici regionali, comunali e della Asl mi sembra molto opportuno, soprattutto adesso che esiste una base tecnica di discussione. L’anno trascorso non è stato sprecato ma utilizzato per le interlocuzioni necessarie e per chiarire quale fosse la posizione del Comune. Siamo consapevoli delle eccellenze presenti nell’ospedale di Terni che non a caso riscontra la minore incidenza di mobilità passiva». Sulle risorse disponibili: «73 milioni ex articolo 20 (contributi a fondo perduto per l’edilizia sanitaria). Tutti destinati al nuovo ospedale di Terni. A fronte di un nostro progetto credibile chiederemo risorse nazionali. Potrebbero essere disponibili 280 milioni di fondi Inail se verrà presentato il progetto. Cassa depositi e prestiti può finanziare con il fondo rotativo la parte di progetto (alcuni milioni). La Regione farà la sua parte e concorrerà al piano finanziario dell’opera quando sarà definito il progetto preliminare».






