di Marco Erozzardi
coordinatore regionale NurSind
Nel prendere atto delle disposizioni introdotte dall’azienda ospedaliera di Terni e dalla Usl Umbria 2 ai fini della disciplina del diritto contrattualmente riconosciuto del cosiddetto ‘tempo per il cambio divisa’, con una nota inviata alle rispettive aziende sanitarie e alla direzione regionale salute e welfare, abbiamo espresso innanzitutto il nostro disappunto per tale decisione, che riteniamo assolutamente illegittima, oltre che elusiva anche delle linee guida della Regione Umbria – direzione generale sanità e welfare, a loro volta non completamente satisfattive dei diritti dei lavoratori. Infatti il tempo impiegato dai dipendenti per le operazioni di vestizione e svestizione, costituisce a tutti gli effetti orario di lavoro e quindi va regolarmente retribuito a norma del D.Lgs 66/2003 e del Ccnl comparto sanità pubblica.
A quanto detto si stigmatizza la condotta oltremodo speculativa delle due aziende che, nell’immediatezza della comunicazione delle linee guide della Regione (avvenuta pressoché contemporaneamente alla diffusione delle disposizioni aziendali), hanno inteso sottrarsi anche alle stesse, facendo pervenire ad ogni singolo lavoratore la disposizione regolamentare, nell’evidente tentativo di carpire la buona fede dei dipendenti ai fini dell’accettazione di una volontà datoriale che misconosce un sacrosanto diritto ed usa delle modalità quantomai riprovevoli per introdurre ed affermare dei principi illegali. Condanniamo questo comportamento e ci impegniamo a diffondere tra i lavoratori le giuste e doverose comunicazioni in merito alla vicenda, affinché gli stessi sappiano che le aziende richiamate nella nota sottraggono loro degli emolumenti retributivi, ‘convertendo’ il tempo lavorativo impiegato nel cambio divisa in credito orario, peraltro fruibile sotto forma di permessi, dietro specifica autorizzazione del superiore gerarchico con l’ulteriore conseguenza che, in occasioni di tali assenze, i dipendenti non potranno godere delle indennità contrattuali legate alla presenza al lavoro.
Come NurSind abbiamo raccolto e depositato circa 300 ricorsi che sono in attesa di giudizio presso i tribunali del lavoro di Perugia e Terni, per vedere finalmente riconosciuto il risarcimento economico per il danno subito negli ultimi 5 anni da parte dei lavoratori della sanità umbra aventi diritto.






