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Home » Pendolari: per i treni ‘costretti’ sulla linea lenta, Bandecchi segnala alla Corte dei Conti

Pendolari: per i treni ‘costretti’ sulla linea lenta, Bandecchi segnala alla Corte dei Conti

Terni - Lettere del presidente della Provincia alla premier Meloni, al ministro Salvini e alla magistratura contabile. «Ipotesi danno erariale»

di Fabio Toni
21 Luglio 2025
in Dal territorio
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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di M.L.S

Un incontro urgente alla premier Giorgia Meloni, al ministro dei trasporti Matteo Salvini. Coinvolta la Corte dei Conti a cui è giunta una specifica segnalazione. E poi anche le Regioni Umbria, Toscana e Lazio. La questione è quella del trasporto ferroviario con il presidente della Provincia (e sindaco) di Terni, Stefano Bandecchi, che torna a battere i pugni sul tavolo e scrive ai vertici nazionali: «No alla linea ‘lenta’ per i nostri treni».

La lettera è già partita con oggetto ‘Richiesta di incontro urgente per problematiche derivanti dall’attuazione della delibera Art 178/2024 relativa al trasporto ferroviario delle regioni Umbria, Lazio, Toscana e segnalazione presunto grave danno erariale’. Con tanto di ultimatum: «Confido nella risoluzione della problematica entro il 30 agosto, dopodiché saranno messe in atto tutte le iniziative necessarie con riserva di azione nelle sedi opportune».

In sostanza la delibera Art stabilisce che da dicembre 2025 tutti i treni che non raggiungono la velocità di 200 chilometri orari non potranno più percorrere la linea direttissima e dovranno passare in maniera permanente su quella ‘lenta’. «Una manovra – si legge nel testo della missiva – tesa a soddisfare le esigenze degli operatori europei che intendono entrare sul mercato italiano ma a penalizzare drasticamente la maggior parte dei mezzi delle nostre tre regioni. Gli attuali treni regionali infatti, non rientrando negli standard dettati dall’Art, saranno quindi trasferiti sulla linea ‘lenta’ con conseguenze senza precedenti per i nostri cittadini».

Bandecchi parla di una misura adottata senza coinvolgere le istituzioni, senza ascoltare i comitati, e le comunità. Ma c’è di più e qua entro in gioco il possibile danno erariale: «Urge ricordare – dice Bandecchi – il presunto grave danno erariale che si configurerebbe dal momento che Regione Umbria e Trenitalia, nel settembre 2024, hanno investito 285,7 mln di euro, di cui 50,9 a carico della Regione, per l’acquisto di dodici elettrotreni POP200, velocità di fiancata 200 km/h, e di un elettrotreno POP160, media capacità, in un’ottica di miglioramento degli standard qualitativi del servizio stesso, così come riportato nello specifico nell’Atto integrativo del contratto di servizio per il trasporto pubblico ferroviario di interesse regionale e locale 2018/2032 tra Umbria Tpl e Mobilità Spa e Trenitalia Spa».

I nuovi convogli, come precisa il presidente della Provincia di Terni, sono in fase di realizzazione, tre in consegna entro la fine di quest’anno e gli altri nel 2026. Le tempistiche per renderli operativi, spiega, potrebbero essere accelerate se il Governo riuscisse ad intervenire concretamente. Scontato quindi, sottolinea Bandecchi, evidenziare come l’attuazione della delibera Art provocherebbe anche «un danno erariale ingente e non riparabile. Una perdita che ricadrebbe direttamente sulle risorse finanziarie regionali». Da qui la richiesta urgente di un incontro «per sospendere l’attuazione della delibera Art e programmare le future tracce in sinergia con le istituzioni locali».


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