di Giovanni Cardarello
Il rapporto tra Regione Umbria e Trenitalia tocca il punto di minimo storico. Al centro della tempesta c’è il RV 4514, il treno regionale veloce delle ore 17 da Roma Termini a Foligno, diventato ormai un caso politico e sociale. L’assessore regionale ai trasporti, Francesco De Rebotti, non usa giri di parole e annuncia l’invio di una diffida formale verso l’azienda di trasporti: «Non è accettabile questo modo di fare, i patti vanno rispettati».
Il ‘giallo’ della fermata ad Orte
La vicenda è intricata e riguarda la gestione del sovraffollamento. La Regione Umbria, per alleggerire il carico del treno delle 17, aveva proposto diverse soluzioni: più carrozze, più personale o il declassamento della prima classe. Ricevuti solo ‘no’ tecnici, il 4 novembre l’ente ha chiesto ufficialmente la soppressione della fermata di Orte.
Il paradosso è esploso un mese dopo: «Il 3 dicembre – spiega De Rebotti – Trenitalia ci comunicava che il treno sarebbe stato programmato senza la sosta a Orte, confermandolo persino ai cittadini via mail. Peccato che, a distanza di un mese, la fermata sia ancora regolarmente nei canali di vendita e nei programmi di esercizio». Da qui la diffida inviata il 19 dicembre: «È grave che Trenitalia dichiari per iscritto agli utenti cose che non corrispondono alla realtà dei fatti».

Orvieto e la direttissima
Non c’è solo il nodo-Orte. De Rebotti mette sul tavolo un’altra questione vitale per l’Umbria meridionale: il ripristino dell’Intercity 598 di Orvieto in direttissima. «Si tratta di un collegamento fondamentale per la competitività di quel territorio e per i pendolari umbri, che non possono essere penalizzati».
La guerra delle penali
L’assessore puntualizza anche l’aspetto economico, rivendicando oltre 200 mila euro di penali che Trenitalia deve alla Regione Umbria per i disservizi. «Queste risorse appartengono alla gestione regionale – chiarisce De Rebotti – e non possono essere spacciate dall’azienda come una ‘generosa iniziativa’ verso gli utenti. Sono obblighi contrattuali».
L’appello al ministero
La Regione ora chiede che al tavolo di confronto si sieda anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. «Siamo titolari di un contratto di servizio – conclude l’assessore – e pretendiamo risposte immediate e coerenti. Ai cittadini servono soluzioni reali, non annunci che restano sulla carta».
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