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Home » Perugia allagata, sindaco sotto accusa

Perugia allagata, sindaco sotto accusa

di Lucina Paternesi
14 Giugno 2016
in Attualità, Dal territorio, Politica
Tempo di lettura: 4 minuti di lettura
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Quando la tempesta metereologica si è placata, ne scoppia subito un’altra. Quella delle polemiche, dopo il violento nubifragio che domenica ha colpito Perugia e la sua provincia.

perugia allagataTagli ai servizi Un evento eccezionale, che ha messo in ginocchio la città con oltre 1 metro di acqua nel giro di appena due ore. E mentre avanza l’ipotesi di chiedere lo stato di emergenza e non è ancora finita la conta dei danni ad abitazione o aziende, però, ci si inizia a domandare come mai. Mentre tutti ringraziano protezione civile, volontari e la polizia municipale per come è stata gestita la fase del contenimento dell’emergenza, si iniziano a profilare le prime responsabilità. Tra tutte i tagli, voluti dalla giunta Romizi, soprattutto per la pulizia di tombini forazze e caditoie che un tempo erano affidati a Gesenu con personale e mezzi dedicati e che ora invece ha fatto sì che un evento eccezionale avesse ricadute più grandi rispetto alle già gravi potenzialità.

Tombini intasati «La bomba d’acqua di ieri – scrivono in una nota i consiglieri del Partito democratico e i Socialisti riformisti – poteva avere effetti minori se questi servizi fossero stati mantenuti, invece non si è riusciti a contenere adeguatamente i disagi e i fronti di emergenza che si sono via via aperti. Con i tagli deliberati dell’amministrazione comunale a questi servizi ci siamo ritrovati in una città con i tombini intasati, i rami delle piante non potati, le erbacce ad ostruire le caditoie stradali e con i tanto declamati interventi sul dissesto idrogeologico mai effettuati».

perugia allagata 2Prevenzione E, come sempre, l’accento si posa sul tema della prevenzione, «come nel caso dell’emendamento al bilancio che ha spostato 200 mila euro di competenza della protezione civile per il risanamento del dissesto idrogeologico ovvero ad esempio per la cura e la manutenzione dei corsi d’acqua per impedirne l’esondazione» scrivono ancora dall’opposizione, ricordando l’allerta meteo era nota sin da sabato e che non sarebbe mancata la possibilità di valutare e agire per un tempestivo dispiego di forze competenti su tutto il territorio comunale. A mancare, piuttosto, «la capacità di andare oltre le mura del centro storico, di dare massima attenzione alle periferie che da sempre sono le prime a subire gli effetti delle calamità naturali nonché la competenza per dare senza indugio le giuste indicazioni alle squadre di soccorso pronte ad intervenire. Queste forze avrebbero potuto, in assenza dell’iniziale tentennamento dell’amministrazione, intervenire fin da subito sulla pulizia e l’apertura dei tombini e delle forazze stradali, sulla gestione delle chiuse del Tevere e sull’allestimento di segnaletica emergenziale al fine di garantire, nei limiti, la sicurezza stradale».

Il sindaco è colpevole di ritardo, dicono ancora i consiglieri d’opposizione, perché solo «cinque ore dopo l’inizio della tempesta su Perugia, il Sindaco ha attivato il Centro Operativo della protezione civile per monitorare la situazione emergenziale, con intere frazioni sommerse da fango, melma e detriti trascinati lungo le strade dall’esondazione di fogne ostruite e fossi pieni di rifiuti», mentre ancora a metà pomeriggio, con la gran parte del territorio comunale sott’accusa, lo stesso Romizi «rilasciava interviste su Perugia 1416 e il suo rinvio, in un combinato disposto drammatico per la nostra città, si sono aggiunti quindi i tagli dissennati ai servizi voluti dal vice Sindaco Barelli che in futuro, speriamo non lontano, auspichiamo si renda conto dell’importanza della manutenzione ordinaria a discapito di un inconsistente risparmio economico utile solo ai suoi proclami».

A difesa del sindaco E la controreplica non si è lasciata attendere. «Riteniamo che la polemica politica che Pd e Psi stanno alimentando da domenica sia la forma più bassa di confronto cittadino, puro e mero sciacallaggio sulle spalle dei Perugini, in un momento in cui bisognerebbe solo tacere e rimboccarsi le maniche per superare il momento di difficoltà» scrive in una nota il segretario di Forza Italia Perugia, Stefano Cagnoli. «Leggiamo invece, in una nota di disinformazione dei gruppi di minoranza che la colpa come sempre va al Sindaco Romizi, per non aver rinnovato l’ennesimo contratto da migliaia e migliaia di euro per l’esternalizzazione del servizio di pulizia tombini e potature piante, per aver investito in Perugia1416, per non essersi occupato delle periferie, accusa quest’ultima inconcludente, poiché gli stessi consiglieri di opposizione, spesso presenti nei sopralluoghi del sindaco in periferia, hanno potuto constatare di persona l’attenzione che Romizi riserva a tutte queste zone e ai singoli problemi dei cittadini».

«Disinformazione» Per Cagnoli, affermare inoltre che la razionalizzazione delle spese comunali della giunta Romizi è stato un inconsistente risparmio economico utile solo ai suoi proclami, «quando la nostra città ‘annegava’ nei 37 milioni di buco di bilancio, è un’affermazione di una gravità inaudita, che tocca il fondo del dialogo politico che queste opposizioni sono riuscite a toccare». Secondo Cagnoli, poi, parlare infine di «rischio meteo noto risulta un altro atto di disinformazione, quando la protezione civile stessa parla di 35mm di acqua attesa, a fronte di 120mm in 3 ore caduti nella zona di rilevazione di Pianello».

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