di Giovanni Cardarello
‘San Giovanni non vuole inganni’, recita un antico proverbio del centro Italia. Un modo di dire legato all’economia e agli scambi commerciali: l’immagine del Santo, infatti, veniva impressa sulle monete a garanzia del peso e dell’autenticità dell’oro. Il richiamo all’attualità diventa inevitabile, visto che proprio per il 24 giugno, giorno di San Giovanni, a Perugia si attende l’offerta ufficiale per la cessione del club. Ma i rischi sono concreti e dietro l’angolo.
Se la proposta non dovesse rivelarsi all’altezza delle aspettative – un timore più che fondato – la società biancorossa sarà costretta ad affrontare una stagione di autofinanziamento. Scenario che comporterebbe un ridimensionamento delle ambizioni e un rischio oggettivo per la tenuta economica e aziendale del club. Vediamo perché.
Il ridimensionamento delle cifre
Rispetto ai presupposti iniziali della cessione – il 100% delle quote per 10 milioni di euro – spiega Corrado Losito su ‘Il Messaggero Umbria‘, le pretese della proprietà argentina hanno dovuto subire un drastico ridimensionamento. Il motivo è legato a cosa i soggetti interessati hanno trovato nella data room dopo la due diligence: un passivo, non previsto, di poco meno di 6 milioni di euro. Un fattore che, inevitabilmente, cambia le carte in tavola.
Ma non solo. Come spiega un post della pagina Facebook della trasmissione ‘Un Venerdì da Grifoni’, a pesare come un macigno sul futuro del Grifo ci sono i flussi finanziari e le note traversie argentine della proprietà che, come emerso da indiscrezioni legate agli ambienti professionali vicini al club, avrebbero irrigidito il sistema bancario nell’erogazione di linee di credito.
È legato a questo motivo il fatto che gli offerenti hanno chiesto al presidente Javier Faroni di farsi carico dei costi di iscrizione al prossimo campionato di serie C. Iscrizione avvenuta grazie al corposo salvagente di 250 mila euro, come anticipato da umbriaOn, «derivanti dall’esito positivo della causa con Infront, l’advisor che seguiva il marketing della Lega serie B al tempo della gestione di Massimiliano Santopadre». È conseguenza di questo anche il fatto che i due fondi interessati al Perugia avrebbero ipotizzato di collaborare. Segno certo che la piazza di Perugia (con i lavori per il corposo restyling dello stadio ‘Renato Curi’ già in corso d’opera) fa gola ma i rischi spaventano.
Ma al netto di questo, le cifre sono chiare. Il Perugia vale poco più di 6 milioni di euro da cui scalare i debiti. Morale della favola, Faroni cedendo l’asset non metterà in tasca più di un milione. E forse nemmeno. Resta da capire, come scrive sempre ‘Il Messaggero‘, se l’attuale governance argentina accetterà una delle offerte pur di sbloccare la situazione. E soprattutto se ne avrà l’interesse. Uno scenario complesso in cui il tempo è il primo nemico: senza una svolta societaria immediata, entro il 30 giugno, il prossimo campionato rischia di trasformarsi in un calvario.
I maxischermi a Pian di Massiano per attirare sponsor
In attesa delle mosse formali dei compratori, scrive sempre ‘Il Messaggero‘, il direttore generale Borras predica tranquillità, assicurando che, in caso di mancata cessione, si andrà avanti senza drammi. La parola d’ordine diventerebbe però ‘autofinanziamento’. Per questo la società si sta muovendo per intercettare nuovi partner commerciali.
Lunedì mattina sono iniziati i lavori a Pian di Massiano per l’installazione di un maxischermo led di 6×3 metri all’ingresso del parcheggio ufficiale. Una posizione strategica, ampiamente visibile da via Pietro Conti e dall’area del Minimetrò che ospita il mercato del sabato e vari eventi fieristici. Il piano definitivo prevede il posizionamento di un secondo pannello luminoso delle stesse dimensioni anche all’interno dello stadio ‘Curi’, un modo per garantire ulteriore visibilità alle aziende che sposeranno il progetto biancorosso, oltre al supporto dei tifosi che stanno rispondendo positivamente con la campagna abbonamenti.
Il mercato e l’ipotesi sul nuovo girone
Nonostante lo stallo societario, il lavoro dietro le quinte per la costruzione della squadra non si ferma. Ma siamo ancora nel capitolo cessioni, la più imminente delle quali riguarda il portiere Gemello destinato a finire al Mantova. Intanto, pur in attesa dell’ufficialità, comincia a delinearsi la geografia del prossimo girone B di Lega Pro. Un raggruppamento che non dovrebbe riservare sorprese e che vedrà il Perugia sfidare, tra le altre, Atalanta Under 23, Pescara, Reggiana, Spezia, Torres, le marchigiane Vis Pesaro e Sambenedettese, l’immancabile derby umbro con il Gubbio e soprattutto il muscolare Campobasso. Tutte formazioni che, in caso di gestione in autofinanziamento, sono ampiamente al di sopra del Perugia.






