di Giovanni Cardarello
La prima campanella dell’anno scolastico 2025/2026 sta per suonare per tutti gli studenti di ogni ordine e grado residenti in Umbria. Ma per alcuni di loro, circa 1.500, il classico suono della ripartenza è già fonte di polemiche, mugugni e ore di buco. Parliamo, nel dettaglio, del popoloso e popolare liceo scientifico statale ‘Galeazzo Alessi’ di Via Ruggero D’Andreotto, a Perugia.
Un liceo che già negli anni scorsi è stato al centro della cronaca e che vi torna, suo malgrado e con clamore, in queste ore grazie ad un articolo de ‘Il Messaggero Umbria’. Al centro delle questioni una decisione, definita tardiva e foriera di difficoltà. La decisione, nello specifico, è quella del sorteggio per la scelta della classe che viene trasferita nella succursale di Centova. L’urna ha indicato la II B. Una scelta, come accennato, considerata tardiva rispetto alle esigenze familiari e di trasporto degli studenti.
E il passo compiuto ha riaperto il confronto, già piuttosto aspro, tra gli studenti, i genitori e una parte del corpo docente verso la dirigente scolastica Laura Carmen Paladino. Un confronto che si era acceso con «il caso degli esami per la certificazione Cambridge saltati (rinviati) e la doppia manifestazione». Un confronto che ora si ‘arricchisce’ di un’altra questione affatto banale, ovvero che il «collegio docenti d’inizio anno ancora non è stato ancora convocato e il consiglio d’istituto è ‘fermo sull’uscio’. Anche per questo organo strategico nessuna convocazione».
Due organi chiamati a deliberare su questioni delicate come l’assegnazione delle cattedre, la pubblicazione della lista ufficiale dei libri da utilizzare, per non tacere della gestione delle direttive Valditara sul divieto di smartphone esteso alle scuole superiori. «Insomma – scrive ‘Il Messaggero‘ – di carne al fuoco per riaccendere le tensioni non disinnescate con la chiusura dell’anno scolastico 2024/2025, ce n’è un bel po’».
Tensioni a cui si somma la questione bilancio del liceo, approvato dal commissario ad acta, Giovanni Scarlato, «mandato dall’Ufficio scolastico regionale il 1° luglio» ma accompagnato da «un lungo e complesso verbale del commissario». Un verbale dove si parla di atti non consegnati e «di messa in mora della dirigente» e «di una riunione a cui hanno preso parte solo il direttore sga e il presidente del consiglio d’istituto». Non il viatico migliore.






