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Home » Perugia, l’aria divide: maggioranza litigiosa

Perugia, l’aria divide: maggioranza litigiosa

di Lucina Paternesi
30 Settembre 2016
in Dal territorio, Politica
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
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Non tira una buona aria a Perugia. Neanche all’interno della stessa maggioranza dove giovedì, in commissione, al vicesindaco Barelli è arrivata una tirata d’orecchi ‘extra-ordinaria’.

perari
Il capogruppo di Forza Italia Massimo Perari

Qualità dell’aria A richiamare il vicesindaco di Perugia, impegnato ad illustrare le meritorie attività della giunta sui temi dei rifiuti e della qualità dell’aria, è stato il capogruppo di Forza Italia Massimo Perari che con toni decisamente aspri ha voluto ricordare la distinzione di ruolo tra giunta e consiglio e, poi, ha sparato a zero contro Barelli. Oggetto della contesa, appunto, la qualità dell’aria, nell’ordine del giorno presentato dalla consigliera Rosetti sulle misure urgenti da intraprendere a tutela della salute della popolazione.

Le criticità Limiti giornalieri di Pm10 in continuo superamento, procedura d’infrazione europea che riguarda anche l’Umbria, un piano regionale che non ha funzionato e misure messe in campo dall’amministrazione del tutto inefficaci. Quella della qualità dell’aria è una problematica ciclica e «non risolvibile con politiche di breve respiro – ha affermato Barelli -ricordando come la giunta sia al lavoro sul Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile, nodale per la qualità dell’aria in città. Come si vede bene dal capitolato di gara per la progettazione, si tiene conto di tutte quelle che sono le indicazioni dell’Ue al riguardo, mettendo al centro le persone, quindi l’accessibilità, la sostenibilità, l’equità sociale e, non ultima, la salute dei cittadini, con un notevole balzo in avanti rispetto al passato, dove al centro c’era il traffico e la viabilità».

Urbano Barelli
Urbano Barelli

Problemi ereditati E così, mentre il dibattito si concentrava sull’errore, fatto dalla passata amministrazione e, a rischio ripetizione con l’attuale, di concentrare tutti gli sforzi per la mobilità alternativa attorno al Minimetrò, che serve solo a chi percorre l’arteria che va da pian di Massiano al centro storico, il vicesindaco è tornato a ricordare che « il Minimetrò è un errore che l’amministrazione Romizi ha ereditato, che non possiamo smantellare e che, quindi, dobbiamo rendere più utile possibile». Allo stesso modo, non ci sono margini di rinegoziazione del contratto con la Sipa, l’azienda che gestisce i parcheggi e che è di proprietà della multinazionale spagnola.

Le critiche più feroci all’immobilismo del vicesindaco, però, sono arrivate proprio da un ‘compagno di maggioranza’. «Abbiamo ereditato una situazione difficile, non vi è dubbio, ma in questi anni non si è vista nessuna azione riformista, come i cittadini che ci hanno dato questo mandato si attendevano. Credo che, al di là del giudizio politico di ognuno, ci sia più vento di cambiamento nel governo Renzi che nella giunta Romizi. Anche per l’assessorato all’Ambiente –ha proseguito Perari- le aspettative sono state disattese da ogni punto di vista e non c’è nessuna consapevolezza di questo. Preferivo il Barelli di lotta a quello di governo. Era necessario che si intervenisse sulle questioni nodali e invece c’è continuità con il passato, non c’è respiro politico. La mia –ha, quindi, concluso Perari- vuole essere una critica costruttiva perché c’è ancora tempo per cambiare strada».

Nessuna idea Un intervento storico, per il capogruppo dei Socialisti riformisti Nilo Arcudi, visto che viene dalla principale forza politica della coalizione di maggioranza. «Le cose che ha detto Perari –ha ribadito Arcudi- si percepiscono in città e l’intervento del vicesindaco non fa che confermare che non ci sono idee. Chi governa deve avere fermezza e non tapparsi le orecchie davanti alla voce della città, sennò tra un anno e mezzo la gentilezza di Romizi non basterà più a nascondere il fallimento di questa amministrazione».

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