di Giovanni Cardarello
A poco meno di un anno dall’inizio del suo mandato il segretario del Partito Democratico dell’Umbria Damiano Bernardini decide che è arrivato il momento di rompere il silenzio e di cambiare radicalmente postura politica.
Una sterzata che arriva in un momento caldissimo per Palazzo Donini, scosso dalle pesanti dimissioni del capo di gabinetto Nicodemo Oliverio, figura chiave scelta direttamente dalla presidente Stefania Proietti per garantire il coordinamento politico e istituzionale della macchina regionale.
Un addio, quest’ultimo, che segue quello del direttore regionale all’Ambiente Gianluca Paggi e che ha subito innescato l’affondo delle opposizioni di centrodestra.
Il centrodestra attacca: «In Regione Umbria regna il caos»
Dalla minoranza a Palazzo Cesaroni (Lega, FdI, FI, Tp-Uc) la lettura della crisi è netta. Attraverso una nota unitaria, il centrodestra parla di un fatto politico gravissimo, accusando la presidente Proietti di una gestione «confusa, accentratrice» e di aver voluto governare da sola in questo anno e mezzo, «schiacciata dalle posizioni più estreme di alcune componenti del Campo Largo».
Secondo l’opposizione, l’esecutivo sarebbe ostaggio di conflitti interni e scelte calate dall’alto, capaci solo di produrre effetti pesanti per i cittadini, dall’aumento della pressione fiscale fino alle evidenti difficoltà del sistema sanitario.
Bernardini detta la linea: «La ricreazione è finita»

Ma proprio mentre il centrodestra attacca e parla di una macchina amministrativa bloccata, il segretario regionale del Pd, Damiano Bernardini, sceglie di uscire allo scoperto con un’intervista rilasciata al Corriere dell’Umbria di domenica 7 giugno. Una linea che suona come un avviso ai naviganti e, in primis, alla stessa giunta: «La ricreazione è finita».
Bernardini rivendica la scelta dell’ultimo anno, caratterizzato da un lavoro silenzioso di ascolto, ricucitura dei territori e assenza di polemiche mediatiche dopo una fase congressuale travagliata. Ma quella fase di mediazione felpata è ormai esaurita. «Il secondo anno deve essere il tempo dell’iniziativa politica – dichiara il segretario regionale del PD –. L’Umbria sta affrontando sfide troppo importanti perché ci si possa limitare ad amministrare l’esistente. È il momento della maturità. Il Pd tornerà ad essere protagonista della discussione pubblica regionale».
Il nodo sanità e la sfida del nuovo ospedale di Terni
Il terreno dello scontro e, al tempo stesso, della proposta sarà inevitabilmente la sanità, definita da Bernardini «il banco di prova più importante di questa legislatura». Pur riconoscendo lo sforzo della giunta Proietti nell’affrontare nodi storici ereditati dal passato, il leader dem mette in chiaro che il sostegno del primo partito della coalizione non sarà passivo. Sulla governance delle Asl e la riorganizzazione dei servizi, Bernardini avverte che non si può indulgere nell’immobilismo: «L’unica opzione che non possiamo prendere in considerazione è lasciare tutto com’è».
Tra i punti fermi dettati dal Pd c’è la centralità strategica del nuovo ospedale di Terni, considerato non un semplice derby territoriale con Perugia, ma un investimento trainante per l’intera regione di cui vanno fissate con urgenza tappe, localizzazione e finanziamenti. Al contempo, Bernardini getta acqua sul fuoco riguardo al peso politico delle dimissioni di Oliverio, invitando al rispetto delle dinamiche interne senza caricarle di eccessivi significati, ma auspicando un ripensamento del capo di gabinetto, di cui loda competenza e stile.
Verso l’assemblea regionale: il PD punta a guidare i processi
Il messaggio politico finale che il Pd lancia dalle colonne della carta stampa e che rimbalza nel dibattito umbro è inequivocabile: la ricucitura interna è terminata, il partito è pronto a guidare i processi e a pretendere una forte accelerazione sui risultati concreti.
Verso la fine del mese un’azione di mobilitazione diffusa culminerà in una grande assemblea regionale tematica aperta alla comunità per discutere di sanità, infrastrutture e sviluppo industriale. Il tempo dell’attesa è finito; per la giunta Proietti comincia la vera stagione delle scelte strutturali a partire dal tagliando, qualcuno parla di messa a punto, della giunta regionale.






