Il futuro dell’università a Terni torna al centro del dibattito politico. La Lega giovani di Terni organizza per sabato 20 giugno, dalle 17 alle 19 in largo Villaglori, un’iniziativa dedicata al tema del diritto allo studio e alla necessità di rafforzare l’offerta formativa del territorio. Al centro della posizione del movimento c’è la «preoccupazione per la perdita progressiva di studenti che – secondo la Lega – sono costretti a spostarsi verso altre città per trovare percorsi universitari non disponibili a Terni».
«Il Polo di Terni sta perdendo i suoi giovani», sostiene Lorenzo Muzi della Lega giovani Terni, indicando tra le criticità «la riduzione dell’offerta formativa e la chiusura negli anni di alcuni corsi». Nel mirino finiscono in particolare «la fine dei percorsi in lingue e scienze della formazione cinematografica, la soppressione del corso in scienze politiche e relazioni internazionali e il mancato arrivo di scienze motorie». Secondo la Lega, il confronto con altri territori dimostrerebbe la necessità di un cambio di passo. Viene citato il modello di Rieti, «dove attraverso il consorzio Sabina Universitas è stato sviluppato un polo interateneo con il coinvolgimento di Sapienza Università di Roma e Università degli Studi della Tuscia».
La proposta avanzata guarda a un rafforzamento del Polo ternano attraverso due direttrici: «Da una parte la conferma della vocazione scientifica e tecnologica di Pentima, dall’altra la creazione di un campus universitario diffuso nel centro cittadino». Secondo la Lega, «Pentima dovrebbe continuare a rappresentare il punto di riferimento per ingegneria industriale, ricerca sui materiali e corsi Its, anche in collegamento con il mondo produttivo e con le acciaierie». Parallelamente viene indicata «la possibilità di utilizzare immobili già esistenti nel centro storico per ospitare nuove funzioni universitarie». Tra gli spazi individuati vengono citati l’ex sede della Banca d’Italia in piazza Tacito e alcuni immobili di proprietà dell’Inps, destinati secondo la proposta ad accogliere nuovi corsi, biblioteche, mense e sale studio.
«Non nuovi mattoni, ma il recupero intelligente del patrimonio esistente», è la linea indicata dalla Lega, che vede nell’operazione anche uno «strumento di rigenerazione urbana per riportare studenti e attività nel cuore della città». Il tema del rapporto tra giovani e centro storico è infatti uno degli aspetti centrali dell’iniziativa. Secondo Muzi, «la mancanza di luoghi universitari integrati nella vita cittadina rappresenterebbe uno dei motivi che spingono molti studenti verso altri centri».






