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Home » Province, sul personale restano ancora dubbi

Province, sul personale restano ancora dubbi

di Marco Torricelli
16 Aprile 2015
in Economia, In evidenza, Riforma Province
Tempo di lettura: 2 minuti di lettura
Una manifestazione dei lavoratori delle Province

Una manifestazione dei lavoratori delle Province

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L’incontro tra l’assessore regionale Fabio Paparelli, il presidente della Provibcia di Terni Leopoldo Di Girolamo; i dirigenti regionali e i sindacati di categoria – sul percorso relativo al possibile recupero del personale delle Province – non ha soddisfatto l’Usb.

Il quadro Secondo Graziella Cetorelli e Matteo Stoico, infatti, «rimane invariato il quadro di interventi normativi sui criteri per le mobilità, entrambi attesi per la fine del mese; rimane fermo il percorso delineato per il personale dei Centri per l’impiego, per il quale si attende la regolamentazione della fase di transizione per la partita precari, legata alla deroga al patto di stabilità; mentre per quanto riguarda il personale delle polizie provinciali è stato previsto che una parte venga assegnata al Corpo forestale dello Stato; per il personale ex Anas, la problematica è al vaglio del governo in quanto interessa anche altre Regioni oltre all’Umbria».

I conti Per quanto riguarda il personale suscettibile di pensionamento con i criteri ‘pre Fornero’ (si tratta di 144 unità; ndr), anche questa spesa sarà ‘neutralizzata’ e saranno garantiti gli stipendi fino al pensionamento a carico dello Stato. Il quadro della spesa al di fuori del 50% e quindi ‘neutralizzata’, risulta così aggiornato rispetto ai percorsi presi in considerazione dal governo, tutti da realizzarsi: Cpi, 133 unità; polizia locale, 133 unità; pensionandi, 144 unità; ex Anas, 53 unità. Per un totale di 463 unità di personale

L’assessore Paparelli, dicono i sindacalisti, «ha poi fornito aggiornamenti sullo stato della ricognizione delle disponibilità di assorbimento del personale delle Province da parte del territorio: 90 posti nei tribunali (18 già coperti), ministero degli interni, vigili del fuoco, prefetture, questure, Asl, Arpa, ecetera, per un totale di circa 60 posti per ruoli amministrativi (24 per Terni). Restano da riallocare circa 207 unità.

«Nessun esubero» Alla luce delle stime effettuate dai tecnici della Regione, Paparelli e Di Girolamo «si sono dichiarati fiduciosi sulla possibilità che dal processo di riordino istituzionale non risulteranno esuberi, anche se il presidente della Provincia di Terni ha nuovamente espresso tutta la sua preoccupazione sull’impossibilità, confermato il quadro finanziario, di redigere a maggio il bilancio».

Protocollo a giugno I dirigenti della Regione hanno però spiegato che «la sottoscrizione del Protocollo per le mobilità potrà avvenire solo dopo le elezioni. Il 21 aprile partiranno i lavori con le organizzazioni sindacali, per un primo esame quali-quantitativo della riorganizzazione, che guarderà ai servizi ed alla loro sostenibilità».

Il commento Pur dando atto alla Regione di avere legiferato in materia, secondo l’Usb «occorre evidenziare la tardività dell’intervento normativo, che giunge a ridosso dell’appuntamento elettorale, contesto che,
ovviamente, apporta ulteriori elementi di disturbo ad un veloce e concreto compimento dei percorsi,
rimandando di fatto l’adozione degli atti dovuti alla nuova giunta regionale. In questo contesto di forte indefinitezza, si concretizza la nostra decisione di partecipare, nonostante tutto, al tavolo istituito dalla Regione, al fine di portare un contributo fortemente critico ed attento alla definizione del documento con il quale si dovrà gestire il processo di mobilità, da noi sempre avversato ed al quale non ci rassegniamo».

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