Imparare ad ascoltare il proprio cuore può fare la differenza. Domenica 1° marzo, in occasione del Pulse day – la giornata mondiale dedicata al controllo del polso – anche l’Umbria aderisce all’iniziativa di sensibilizzazione sulle aritmie cardiache promossa dall’Associazione italiana di aritmologia e cardiostimolazione.
Dalle 9 alle 11, negli ambulatori di cardiologia dell’ospedale di Perugia, gli aritmologi della struttura di cardiologia saranno a disposizione dei cittadini per insegnare come riconoscere un’aritmia semplicemente attraverso l’ascolto del proprio polso. Un gesto semplice, alla portata di tutti, che può contribuire a individuare precocemente un problema spesso sottovalutato.
Il Pulse day si celebra ogni anno il 1° marzo per ricordare un dato significativo: una persona su tre nel mondo è a rischio di sviluppare un’aritmia cardiaca nel corso della propria vita. Le aritmie rappresentano infatti un problema di salute pubblica in costante crescita e sono tra le principali cause di ospedalizzazione. La forma più frequente è la fibrillazione atriale, la cui prevalenza aumenta con l’avanzare dell’età.
«In Europa un 55enne su tre ha la probabilità di svilupparla nel corso della vita», spiega il dottor Francesco Notaristefano, presidente regionale di Aiac Umbria. «I sintomi associati alla fibrillazione atriale possono essere molto variabili per tipologia e intensità. Alcuni pazienti avvertono immediatamente battiti cardiaci irregolari e riconoscono l’inizio dell’episodio. Altri accusano una generica sensazione di affaticamento senza individuarne chiaramente la causa. In circa il 30% dei casi, l’aritmia può essere silente e non dare alcun sintomo, venendo scoperta casualmente durante una visita medica o un elettrocardiogramma, oppure in seguito a eventi più gravi come un ictus cerebrale o uno scompenso cardiaco».
I numeri sono chiari: «Chi soffre di fibrillazione atriale ha un rischio di ictus cerebrale aumentato di cinque volte, un rischio di scompenso cardiaco triplicato e una mortalità raddoppiata rispetto alla popolazione generale. Negli ultimi anni l’evoluzione tecnologica ha messo a disposizione strumenti sempre più efficaci per supportare la diagnosi precoce, dagli apparecchi per la misurazione della pressione dotati di algoritmi in grado di rilevare un’aritmia, ai dispositivi palmari e agli smartwatch capaci di registrare il ritmo cardiaco. Tuttavia, la consapevolezza e l’informazione restano fondamentali».
La diagnosi precoce della fibrillazione atriale e l’avvio tempestivo di un trattamento appropriato «possono ridurre in modo significativo il rischio di complicanze, talvolta anche gravi, e limitare la progressione dell’aritmia da forme parossistiche, che si risolvono entro sette giorni, a forme persistenti nel tempo». Anche in Umbria l’Aiac è impegnata da anni nella diagnosi e nella cura delle aritmie cardiache, con la convinzione che «prevenzione e informazione siano strumenti decisivi. Il Pulse day rappresenta così un’occasione concreta per avvicinare i cittadini alla cultura della prevenzione, partendo da un gesto semplice ma potenzialmente salvavita: controllare il proprio polso».






