di Giovanni Cardarello
«Ci separano 58 giorni dal sogno di realizzare un’Umbria nuova, diversa da ogni passato». Si è presentata così ai propri elettori la candidata alla presidenza della Regione Umbria per il ‘campo largo’ del centrosinistra, Stefania Proietti. Domenica pomeriggio ha ufficialmente aperto la propria campagna elettorale che la porta a sfidare la presidente in carica, la leghista Donatella Tesei, alle elezioni del prossimo 17 e 18 novembre.
Nello scenario di casa, un gremito teatro Lyrick di Assisi, la Proietti ha definito i contorni del suo programma partendo da un assunto che è il pilastro del progetto politico: tenere insieme l’ampia coalizione che la sostiene, rimarcando però il suo essere candidata civica. «La campagna elettorale – ha quasi urlato – deve essere bella, propositiva, di dialettica e di dialogo, ma mai fatta di guerre perché di guerre ne abbiamo già tante».
Passando poi ai temi, Proietti ha evidenziato la necessità del «diritto di ognuno alla sanità pubblica, alla scuola pubblica, ad avere le necessarie infrastrutture, il diritto all’ambiente, sono i pilastri del nostro programma». Fondamentale un concetto: «vogliamo un’Umbria in mano alle cittadine e ai cittadini, da oggi vogliamo proporre un’Umbria per e non un’Umbria contro». Rivendicando poi per il territorio che vuole governare «Un nuovo ruolo per la cooperazione internazionale e un nuovo ruolo dell’Umbria nello sviluppo economico innovativo. Vogliamo una regione – ha sottolineato con forza Proietti – che sia paradigma di uno sviluppo basato sulle fonti rinnovabili».
«Oggi, qui da Assisi – ha scandito dal palco – vogliamo regalare il sogno di un’Umbria costruita insieme» ed ha ricordato «l’assoluto protagonismo che dovranno avere i giovani, ai quali – ha sottolineato – vogliamo dare in mano la stesura del programma, da realizzare insieme all’esperienza di chi già opera in vari campi, ma ai giovani vorremmo dare in mano la costruzione del futuro dell’Umbria». «Siamo l’1,5% della popolazione italiana – ha aggiunto – ma con una densità di eccellenze grazie alle quali possiamo essere un esempio. Per farlo, però, abbiamo bisogno dell’energia di tutti e soprattutto dei giovani, che devono tornare ad occuparsi di politica».
Da Proietti il ringraziamento alla ‘chiamata corale’ accettata e alla necessità di «combattere contro la sperequazione e le disuguaglianze. Non ci lasciamo ingannare da chi dice che i problemi sono senza soluzioni, nessuno può fermare un popolo come gli umbri in movimento». Prima di Stefania Proietti, una serie di testimonianze che hanno evidenziato priorità del progetto della candidata: Lavinia Ansidei, archeologa che ha raccontato le difficoltà dei giovani nel trovare un’occupazione; Alfredo Notargiacomo, medico che si è concentrato sulla mancanza di visione e programmazione nella sanità pubblica; Paolo Tamiazzo, membro del forum della Tavola della Pace; Miriam Bussairi che si è impegnata nella cooperazione internazionale e nella Croce Rossa. E poi Vittoria Ferdinandi, la sindaca di Perugia, che ha parlato della necessità «di ricucire i nostri campanili in un’unica comunità degli umbri, comunità umile e fiera».










