Ricorsi più o meno identici, per la stessa materia/argomento – verbali legati all’autoveolx della statale 209 Valnerina nel comune di Terni – con esiti diametralmente opposti. Non saremmo in Italia, se non accadesse. «Non sapevo che l’ex tutor della Valnerina fosse diventato autovelox. Ho preso diverse multe, alcune pagate, altre impugnate al Giudice di pace per le quali attendo la sentenza. E per un verbale ho fatto ricorso alla prefettura di Terni ma me lo hanno respinto (con conseguente pagamento della sanzione raddoppiata, oltre alle spese, ndR)».
A raccontare la sua esperienza è un cittadino ternano. Che offre lo spunto per orientarci nella situazione attuale, destinata a cambiare nel giro di qualche settimana con l’inserimento di – e la possibilità di consultare – tutti gli autovelox italiani nel ‘Portale dell’Automobilista’ e nel ‘Portale del Trasporto’ del Ministero. Ma andiamo, sinteticamente, con ordine.
È noto che alcuni ricorsi relativi a verbali scaturiti dall’autovelox (ex tutor) della ss 209 Valnerina siano stati accolti dal Giudice di pace di Terni. Il cui orientamento è legato – così si apprende – a quanto sancito dalla Corte di Cassazione, che, in modo certamente rigoroso, distingue gli autovelox soltanto ‘autorizzati’ da quelli che sono anche ‘omologati’. E la mancanza del secondo requisito – e l’autovelox della Valneria rientra in tale casistica – è ragione necessaria ancorché sufficiente per procedere all’annullamento dei verbali.
E allora perché l’utente che ha impugnato la multa in prefettura, si è visto dare torto? Da quanto appreso, le circolari ministeriali emanate sul punto, hanno sin qui ammesso/giustificato la legittimità degli autovelox autorizzati ma non omologati. E a questa linea, l’Ufficio Territoriale del Governo – deduzione basata anche sugli esiti di altri ricorsi di cui abbiamo appreso – sembra attenersi nel valutare le impugnazioni, che vengono comunque valutate singolarmente, caso per caso.
Una differenza di riferimenti e punti di vista, in sostanza, destinata a cessare quando – sulla base della legge 105 del 18 luglio 2025 e dei decreti ministeriali (Infrastrutture e Trasporti) che hanno fatto seguito il 18 agosto (numero 305) e il 29 settembre (numero 367) – le amministrazioni pubbliche titolari di strade inseriranno nella banca dati ministeriale (consultabile dai Portali dell’Automobilista e del Trasporto) tutti i propri autovelox. E sarà proprio la presenza dei dispositivi nel portale mimisteriale a sancire quali siano ‘legittimi’ e quali no. Il tutto dovrebbe essere operativo e consultabile dalla fine del mese di novembre. Intanto il Comune di Terni – si apprende – ha già conunicato i propri dispositivi, fra cui appunto il discusso autovelox di Papigno.






