di Giovanni Cardarello
Lo scontro politico sulla sanità umbra si infiamma di nuovo. Stavolta il terreno di sconto è la Domus Gratiae di Terni. Un presidio di eccellenza di riabilitazione intensiva post-acuzie. Da una parte la presidente della Regione, Stefania Proietti, che difende il piano di riorganizzazione basandosi sui numeri. Dall’altra l’opposizione di centrodestra, guidata in questo caso da Eleonora Pace (FdI) e sostenuta con forza dalla Lega Umbria, che vede nel progetto l’ennesimo atto di ostilità verso il territorio ternano.

L’affondo di Eleonora Pace: «Logica da ragionieri»
La consigliera Eleonora Pace (FdI), prima firmataria dell’interrogazione discussa in aula, accusa la giunta di voler ‘smantellare’ la struttura: «Dietro parole come ‘riorganizzazione’ e ‘integrazione’ si nasconde meno centralità per Terni. La presidente Proietti non è un ragioniere: guardare solo al tasso di occupazione o ai costi dell’affitto, significa dimenticare i bisogni dei pazienti fragili e delle loro famiglie». Secondo la Pace, questo sarebbe solo l’ultimo tassello di un disegno che ha già visto il tentativo di spostare la sede Usl a Foligno.

La Lega Umbria: «Terni non merita questo trattamento»
A rincarare la dose interviene la Lega Umbria attraverso i propri canali social. In un post diventato virale su Facebook, il Carroccio esprime forte preoccupazione per quello che definisce un «progressivo svuotamento» della sanità locale. La Lega punta il dito contro una gestione regionale che, a loro dire, starebbe penalizzando i cittadini ternani a favore di altre aree dell’Umbria, promettendo barricate per difendere l’autonomia e l’efficienza della Domus Gratiae. «Non permetteremo che Terni diventi la periferia della sanità regionale», si legge tra i commenti del post.

La difesa di Proietti: «Dati alla mano, serve una svolta»
In un comunicato la presidente della Regione respinge ogni accusa di smantellamento, parlando invece di una necessaria «riqualificazione evolutiva»: «La Domus Gratiae non chiude, ma così com’è non funziona al meglio. I dati ci dicono che l’occupazione dei 32 posti letto di riabilitazione intensiva è ferma al 50%. La struttura non è attrattiva per i professionisti e noi dobbiamo renderla sicura e performante».
La soluzione, per la giunta, passa dall’integrazione obbligatoria per legge con i presidi di Narni e Amelia: «Cerchiamo un servizio più efficace e sostenibile. Vogliamo una ristrutturazione della rete che garantisca risposte concrete e non sprechi di risorse».
Trasparenza cercasi
Oltre al caso specifico, l’opposizione lamenta poi una cronica mancanza di trasparenza sul nuovo Piano socio-sanitario regionale. «Dopo diciotto mesi non esiste ancora una bozza condivisa – conclude Eleonora Pace – mentre le scelte sembrano già calate dall’alto». La sensazione è che la partita sulla Domus Gratiae sia solo l’inizio di un nuovo lungo e intenso braccio di ferro sulla gestione della salute pubblica in Umbria.






