di Danilo Stentella
vicepresidente Centro studi politici e sociali ‘F. M. Malfatti’
Dopo l’incontro organizzato dal sindaco di Lugnano in Teverina Gianluca Filiberti, in partenariato con Confartigianato Terni e con il nostro centro studi, e dopo avere inviato negli ultimi giorni di febbraio una proposta di mobilitazione ai sindaci dei Comuni di Calvi dell’Umbria e Otricoli, il nostro direttore Emanuele Pettorossi, nei giorni scorsi ha scritto ai primi cittadini di Narni e Spoleto affinché, superando ogni tipo di pregiudiziale separazione di partito, anche questi possano unirsi a un più vasto movimento regionale in grado di far sentire la propria voce in Regione ma soprattutto a Roma.
Ricordiamo che il comune di Narni sta rischiando un ulteriore ridimensionamento dei servizi offerti dal suo piccolo ma prezioso presidio ospedaliero, forse la sua soppressione, mentre proprio negli scorsi giorni presso l’ospedale di Spoleto si è verificato un incredibile e inaccettabile decesso, presumibilmente conseguenza della mancanza in quell’orario dello specialista di cui ci sarebbe stato bisogno. Abbiamo colto l’occasione per ricordare la figura del dottor Geppino Micheletti, emblematico missionario della medicina, che nonostante i gravissimi lutti personali ha esercitato la professione di medico all’ospedale di Narni, al quale ha contribuito a dare lustro.
La ormai piaga dell’insufficiente servizio sanitario regionale, per mancanza di risorse finanziarie, di personale medico e paramedico, per un sempre più assurdo sistema di gestione, che definisce aziende gli ospedali, chiude i presidi di primo soccorso e riduce quelli di guardia medica, riduce drasticamente o taglia prestazioni e farmaci, spende quote crescenti dei fondi pubblici in sanità privata, mentre chiude corsie nei grandi ospedali regionali, potrà essere affrontato soltanto con il concorso di tutte le forze sociali e dei sindaci, questi ultimi rappresentanti di prima linea dei cittadini. Ormai abbiamo tutti perso ogni fiducia persino nell’operato dei sindacati, i quali, chi più chi meno, salvo sollevare occasionalmente la testa dai loro lussuosi mausolei, non intervengono in alcun modo per affermare forte e chiaro un dissenso alla sostanziale distruzione del servizio sanitario.
Comprendiamo che in tempi di elezioni amministrative, sette comuni in Umbria, sia particolarmente difficile e scomodo disturbare il conduttore regionale, ma non pare vi sia più molto tempo per tergiversare, o i sindaci riprenderanno in mano l’azione politica o i nodi delle carenze strutturali evidenziate si sommeranno alla carenza di medici di medicina generale, che probabilmente rappresenteranno il detonatore di interventi ben diversi, magari guidati da piccoli movimenti estemporanei che si stanno organizzando in tutta la regione, probabilmente con finalità da orticello personale. Per quanto ci riguarda i nostri interlocutori di una cosa possono stare certi, nessun membro del Centro studi ‘Malfatti’ partecipa a competizioni elettorali, nessuno dei nostri membri rappresenta un competitore per i sindaci, semmai un partner.






