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Home » SbloccaCantieri: «Beffa per i terremotati»

SbloccaCantieri: «Beffa per i terremotati»

di Simone Francioli
10 Giugno 2019
in Dal territorio, In evidenza, Politica, Terremoto 2016
Tempo di lettura: 3 minuti di lettura
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«Gli annunci roboanti della maggioranza giallo-verde si tramutano in una beffa per i terremotati del centro Italia. Nonostante la conferenza delle Regioni abbia approvato alla unanimità gli emendamenti al decreto 32/2019, così detto ‘sbloccacantieri’, e che il presidente Giuseppe Conte a Norcia il 20 maggio abbia assunto l’impegno di fare tutto il possibile per migliorare il processo di ricostruzione, la maggioranza che sostiene il governo in carica, in sede di conversione al Senato li ha per la gran parte bocciati». Ad attaccare è il presidente della Regione Umbria, Fabio Paparelli.

TUTTO SUL TERREMOTO 2016

Cosa era stato chiesto

Il numero uno di palazzo Donino sottolinea che «era stato richiesto l’utilizzo flessibile dei fondi per il personale e maggiori risorse per il potenziamento dei Comuni e degli Usr, gli Uffici speciali per la ricostruzione. Sono state destinate risorse fino al dicembre 2020 per l’assunzione a tempo determinato di 200 unità per i 138 Comuni del cratere e per i quattro Usr: una misura assolutamente insufficiente e soprattutto che non produrrà alcun beneficio nell’immediato in quanto per renderla operativa occorre la ripartizione dei fondi con ordinanza del commissario e a seguire selezioni pubbliche per l’assunzione a tempo determinato. Se tutto va bene saranno presenti presso gli uffici pubblici dal 1° gennaio 2020. Nel frattempo, non avendo consentito l’utilizzo flessibile dei fondi per il personale, gli interinali non saranno prorogati e pertanto l’unica certezza è costituita dal fatto che l’Usr Umbria dal prossimo mese di agosto perderà 9 tecnici istruttori. Quando poi saranno bandite le selezioni per l’assunzione a tempo determinato, i primi che si candideranno saranno quelli che oggi hanno un contratto interinale o con Fintecna ed Invitalia. Senza garanzie su un percorso transitorio, come chiesto dalle quattro Regioni, fino alla fine del 2020, a causa delle procedure necessarie, non avremo un reale potenziamento degli uffici pubblici dedicati al processo di ricostruzione». La direzione regionale per la ricostruzione inoltre sottolinea che «non sono neppure state approvate quelle misure senza costi a carico delle finanze pubbliche finalizzate ad assicurare una maggiore sussidiarietà da parte dei professionisti (asseverazioni dei progetti e delega dei controlli) che avrebbero fortemente snellito ed accelerato il processo di ricostruzione».

Il quadro: «Così ricostruzione durerà 15 anni»

Secondo la Regione il decreto prevede sì la parziale assegnazione ai Comuni delle istruttorie sia per quanto riguarda i danni lievi che quelli gravissimi (la firma dei provvedimenti resta in capo ai Vice commissari), ma «non risolve nulla in quanto a parità di risorse si prevede un periodo di formazione e apprendimento che comporterà inevitabilmente ulteriori ritardi. Il quadro che emerge è desolante: la ricostruzione privata è tutta finanziata; le pratiche a tutt’oggi presentate sono circa il 20% di quelle attese; le regole per la ricostruzione sono definite; il sistema finanziario per l’erogazione dei contributi (credito d’imposta) è pienamente funzionante; il punto debole è l’insufficienza di personale che istruisce le pratiche a cui il decreto 32/2019 non fornisce risposte adeguate. Di questo passo il processo di ricostruzione durerà 15 anni mentre i costi per la gestione dell’emergenza abitativa (Cas) sono enormi, calcolati in decine di milioni, e continueranno a carico dello Stato per anni visti i ritardi nella concessione dei contributi e chiusura dei cantieri». Paparelli conclude dicendo che «a fronte di tutto ciò  e per cercare ancora di dare un contributo positivo alla vicenda, innanzitutto nell’interesse dei cittadini ed anche dei Comuni impegnati nella difficile azione di gestione della ricostruzione, nella qualità di vice commissario alla ricostruzione post sisma 2016 ho chiesto a tutti i parlamentari eletti in Umbria la disponibilità ad incontrarci lunedì, con l’auspicio che in sede di conversione del decreto si possa migliorare il testo, secondo le indicazioni approvate dalla conferenza delle Regioni lo scorso mese, nell’interesse, lo ribadisco dei cittadini terremotati».

Verini: «Gravissimo»

Il commissario del Pd umbro spiega che lunedì «il Pd con in prima fila i suoi parlamentari della Ccmmissione ambiente e lavori pubblici e quelli dell’area del cratere, ripresenterà domani alla Camera gli emendamenti sul provvedimento cosiddetto ‘sbloccacantieri’, che Governo e maggioranza hanno bocciato in Senato e che riguardano lo snellimento e la semplificazione delle procedure per la ricostruzione delle zone terremotate. È gravissimo quanto avvenuto, anche perché si tratta di proposte emendative condivise da tutta la conferenza delle Regioni, che potrebbero – se accolte – garantire le necessarie risorse umane e professionali e la urgente velocizzazione. Sarebbe incomprensibile un rifiuto degli emendamenti. Sarebbe incredibile venir meno a promesse e impegni presi recentemente dallo stesso presidente del Consiglio nelle zone colpite dal terremoto: per questo ci rivolgiamo a tutti i deputati dell’area del cratere, perché prevalga il senso di responsabilità verso le nostre popolazioni e realtà dell’Italia centrale che reclamano fatti, risposte concrete».

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