Indagato a piede libero per omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere: come riporta ‘Il Corriere dell’Umbria‘ in un articolo a firma di Francesca Marruco, un 32enne originario dell’Ucraina – cuoco ed ex collega di Bala Sagor nel ristorante del centro di Spoleto presso cui il 21enne bengalese lavorava come aiuto cuoco – è indiziato dalla procura della Repubblica di Spoleto, guidata dal procuratore Claudio Cicchella, per la morte del giovane. Ucciso, fatto a pezzi e i cui resti sono stati in parte trovati lunedì sera accanto al campetto di via I Maggio, nel rione Casette.

L’abitazione del cuoco 32enne, che aveva lavorato insieme ad ‘Obi’ – così era chiamato da tutti Bala Sagor – fino al dicembre del 2024, è stata posta sotto sequestro e passata al setaccio nella giornata di martedì dai carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche del Nucleo investigativo di Perugia.
Si tratta di un appartamento al primo piano del condominio di via Pietro Conti 27, analizzato così come la cantina. Il sospetto è che proprio in quegli spazi sia avvenuto qualcosa di terribile, contestualmente alla scomparsa del 21enne del quale si erano perse le tracce nella mattinata di giovedì 18 settembre, giorno di riposo dal lavoro. I sigilli – come riporta Umbria24.it – sono scattati anche per l’autovettura in uso all’indagato, una Lancia Y.
A seguito dei rilievi dell’Arma in via Conti, il 32enne ucraino – che lavora in un ristorante collegato ad una struttura alberghiera del centro di Spoleto – è stato poi condotto in caserma dove, nel corso dell’interrogatorio svolto alla presenza del proprio legale – l’avvocato Maria Donatella Aiello – ha inteso avvalersi della facoltà di non rispondere. Allo stato – come riporta ‘Il Corriere dell’Umbria‘ – non risultano applicate misure nei confronti del cuoco 32enne. Ma gli accertamenti di Arma e procura potrebbero presto cambiare il quadro. In aggiornamento
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