di Giovanni Cardarello
Un polo sanitario integrato di oltre 2 mila metri quadrati, nato dal recupero di un edificio degli anni ’70 e trasformato in una struttura energeticamente indipendente. Spoleto si prepara a tenere a battesimo la ‘Città della Salute’, progetto ambizioso ideato dagli imprenditori Daniele e Gabriele Pegolo con la collaborazione del dottor Riccardo Scoccianti. L’inaugurazione è fissata per domenica 10 maggio alle ore 17, in piazza d’Armi, con una madrina d’eccezione: l’attrice Martina Stella.
Uno spazio rigenerato tra tecnologia e ambiente
La nuova ‘Città della Salute’ non è solo un centro medico, ma il risultato di un importante intervento di rigenerazione urbana. Il progetto ha infatti ridato vita a un edificio degli anni ’70 rimasto a lungo abbandonato, trasformandolo in un esempio di efficienza architettonica: grazie all’installazione di pannelli fotovoltaici, la struttura è oggi energeticamente indipendente e sostenibile. Il complesso si sviluppa su due livelli, messi in comunicazione da una spaziosa galleria di servizio che funge da spina dorsale per le diverse attività. Al suo interno, gli spazi sono stati concepiti per offrire un percorso di cura completo.
Il cuore della medicina di base batte nei 14 studi dedicati ai medici di famiglia, affiancati da due servizi infermieristici per l’assistenza quotidiana. A questi si aggiunge un’area specialistica composta da sei ambulatori, dove sarà possibile effettuare visite approfondite e attività diagnostiche grazie a macchinari moderni per ecografie ed endoscopie digestive. Il polo integra, inoltre, la storica farmacia Scoccianti, che in questa nuova sede si espande su ben 600 metri quadrati, trasformandosi in un vero centro di consulenza e prevenzione. Infine, per chi cerca un approccio al benessere che unisca estetica e salute, la struttura ospita una medical spa d’avanguardia.
La mission: «Un modello da replicare»
Secondo i promotori, la struttura rappresenta un’evoluzione necessaria per la sanità regionale. «Rappresenta un modello innovativo destinato ad essere replicato», afferma Daniele Pegolo, sottolineando come il futuro della sanità territoriale risieda «in luoghi dove competenze, tecnologia e servizi si incontrano per migliorare la qualità della vita dei cittadini».
Sulla stessa linea Gabriele Pegolo, che punta l’accento sulla personalizzazione delle cure: «L’idea è quella di offrire un servizio completo e continuativo, capace di accompagnare le persone nel tempo nei diversi bisogni di salute». In questo contesto, il farmacista assume un ruolo centrale come consulente di salute e punto di ascolto vicino alla comunità, capace di orientare i pazienti verso i percorsi diagnostici e terapeutici più appropriati.







