di Claudio Nannini
Segretario regionale Sap Umbria – Sindacato Autonomo di Polizia
Rimango sconcertato di come la divisa venga presa sempre e comunque come bersaglio. Se poi abbiamo sentenze che affermano che sputare sulle divise non è affatto grave, visto che il tribunale di Milano ha archiviato una vicenda di questo tipo per ‘particolare tenuità del fatto’, mi rendo conto che stiamo andando verso una deriva democratica, dove le forze dell’ordine devono subire senza che arrivi una condanna esemplare.
La condanna di un tribunale equivale ad insegnare le regole democratiche per una convivenza civile: il condannare è, anzitutto, educare. Con la decisione della Corte Costituzionale – che ha dichiarato illegittima la norma che escludeva di ritenere di particolare tenuità il fatto commesso contro un agente di pubblica sicurezza – è stato fatto un passo indietro nelle tutela di tutti i servitori dello Stato.
Sputare contro una divisa è mostrare un profondo disprezzo, odio e mancanza di rispetto verso le forze dell’ordine, i militari o l’autorità che la divisa rappresenta. È inaccettabile l’assordante silenzio da parte di tutte le istituzioni: un Paese civile ha il dovere di tutelare e proteggere chi agisce per conto dello Stato e qualsiasi atto di disprezzo nei confronti delle divise, andrebbe indistintamente condannato da tutti. A chi pensa che tutto ciò possa abbatterci, si sbaglia di grosso. Non saranno dieci, cento, mille sputi a farci indietreggiare e indebolire i nostri ideali a cui abbiamo giurato fedeltà.






