di Giovanni Cardarello
Una vecchia foto ricordo, scattata oltre vent’anni fa durante la militanza giovanile, trasformata in uno strumento di disinformazione virale. Marco Squarta, eurodeputato umbro di Fratelli d’Italia, finisce al centro di una bizzarra quanto orchestrata fake news che ha fatto il giro dei social nelle ultime ore.
L’immagine in questione ritrae un giovanissimo Squarta insieme a una altrettanto giovane Giorgia Meloni. In ogni caso diversi profili social hanno iniziato a far circolare lo scatto sostenendo che l’uomo accanto alla premier fosse suo padre, Francesco Meloni. L’obiettivo della manovra era accusare la presidente del Consiglio di aver mentito sulla rottura dei rapporti con il genitore (avvenuta, come noto, quando lei era bambina), suggerendo che i due fossero ancora insieme in età adulta.
A fare chiarezza, con un misto di sdegno e ironia, è stato lo stesso Squarta attraverso un post sui propri canali ufficiali: «Alcuni profili hanno preso una mia foto di oltre vent’anni fa insieme a Giorgia Meloni, una foto normalissima tra ragazzi, e hanno costruito una storia completamente inventata», spiega l’esponente di FdI. «Hanno scritto che l’uomo accanto a Giorgia sarebbe suo padre. La cosa incredibile è che quell’uomo sono io, Marco Squarta. Avevo 22 anni all’epoca, ero persino più giovane di lei, anche se ammetto che nello scatto sembro più grande».
L’europarlamentare umbro punta il dito contro la fabbrica del fango digitale: «È una bugia costruita da zero, una manipolazione della realtà per fini politici. È preoccupante vedere come un ricordo personale venga distorto per alimentare odio e disinformazione. Mi spiace deludere i complottisti, ma quella è solo la foto di due amici che condividevano sogni e passioni politiche, molto prima di arrivare a Bruxelles o a palazzo Chigi».
Il caso ha sollevato nuovamente il tema delle fake news e dell’uso spregiudicato dei social network per colpire gli avversari politici, anche a costo di inventare legami parentali inesistenti. Per Squarta, resta l’amarezza di vedere un pezzo della propria storia personale utilizzato come ‘arma’ impropria, ma anche la conferma della necessità di una maggiore vigilanza contro la disinformazione online.
Sulla vicenda è intervenuta nel pomeriggio di sabato 18 aprile direttamente la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con un duro post sui propri canali social, denunciando il livello di mistificazione raggiunto dalla propaganda avversaria. La leader di Fratelli d’Italia ha voluto fare chiarezza non solo sulla natura della foto, ma anche sulla gravità del coinvolgimento di una vicenda personale dolorosa come quella legata a suo padre. «Siamo arrivati al punto che la disperazione di certi personaggi non ha più alcun limite», scrive Meloni nel suo post. «Circola sui social questa foto sostenendo che io stia insieme a mio padre, per dimostrare che avrei mentito sul fatto di non vederlo più da quando avevo 11 anni. Peccato che l’uomo nella foto non sia mio padre, ma Marco Squarta, un esponente di Fratelli d’Italia che conosco da una vita. Inventare di sana pianta una notizia, usando una foto di vent’anni fa per colpire sul piano personale e familiare, qualifica chi la diffonde. È la prova di quanto sia diventato tossico il dibattito, dove la verità non conta più nulla e l’unico obiettivo è il fango. Un abbraccio a Marco Squarta, che si è ritrovato protagonista di questa assurda messinscena». Il post ha raccolto in poche ore migliaia di interazioni, alimentando il dibattito sulla necessità di una maggiore responsabilità nella diffusione di contenuti online e sulla lotta alle fake news costruite a tavolino per fini politici.






