di Luigi Dionisi
Consigliere comunale ‘Progetto Stroncone’
Settantasei anni fa gli uomini liberi abbattevano i muri di odio e discriminazione elevati dal nazifascismo. Il 25 aprile ricorre l’anniversario della Liberazione dell’Italia dal regime fascista, una giornata della memoria che va costantemente alimentata dai giusti sentimenti di libertà ed uguaglianza, gli stessi che spinsero i nostri progenitori a combattere, rischiando la loro vita, permettendo a noi di vivere liberi e sereni.
Purtroppo il tempo ci sta portando via uno ad uno i protagonisti di quel momento storico; gli occhi, la voce, di coloro che hanno vissuto quelle esperienze, custodendone gelosamente la memoria per tramandarla a noi. Oggi i custodi siamo noi. Per questo tutti, moralmente, dobbiamo essere antifascisti, per continuare a difendere quei privilegi di cui stiamo perdendo il senso dell’eccezionalità e conquistati a caro prezzo.
Il ‘fascismo’ ossia ciò che esso idealizza – odio razziale, negazione delle libertà di espressione, autoritarismo -, è ancora ben radicato nella nostra società e va contrastato con ogni mezzo democratico. Come ha fatto il sindaco di Stazzema, con la sua proposta di legge per inasprire le pene contro chi commette reato di apologia del fascismo e del nazismo usando i nuovi mezzi di comunicazione e vendendo manufatti a scopo propagandistico.
Una proposta di legge che ha raggiunto il quorum delle firme per essere portata in parlamento ma che il consiglio comunale di Stroncone non ha voluto sostenere. Il consiglio comunale di Stroncone si è dichiarato non antifascista. Non perché siano tutti fascisti, assolutamente. Il fatto è che, secondo loro, non si può essere antifascisti perché… il fascismo non esiste più. ‘Sentire ancora, e discutere dopo sessant’anni, una mozione su eventi tragici del nazifascismo, di tanti anni fa, mi fa sentire in difficoltà e mi fa pensare che sia una grossa strumentalizzazione politica’. Questo è quanto è stato detto da un consigliere in risposta alla mia mozione per sostenere la raccolta di firme. La maggioranza del consiglio comunale ha respinto la proposta, trasfigurando la mozione in: ‘Il Comune di Stroncone è contrario ad ogni forma di totalitarismo…’.
Eticamente giusto. Ma che c’azzecca con la mozione da me presentata? Eliminando il succo della proposta, ossia il sostegno alla proposta di legge voluta dal sindaco di Stazzema, un Comune che ben conosce l’orrore del nazifascismo, avete voluto elegantemente aggirare un problema che, probabilmente, vi avrebbe creato tanto imbarazzo. Il sindaco, per giustificare la sua contrarietà, ha affermato di non poter promuovere la campagna di raccolta firme perché la ritiene una proposta partitica della sinistra, e quindi il Comune non può schierarsi. Se essere antifascista vuol dire essere di sinistra, allora sono orgoglioso della mia appartenenza, ma ritengo che il consiglio comunale non abbia fatto una bella figura relegando il ruolo di antifascisti ai soli ex comunisti, offendendo in tal modo i tanti socialisti, liberali e democristiani che hanno combattuto fianco a fianco per liberare il nostro Paese dal giogo nazifascista.
Ritengo quanto accaduto, uno schiaffo ai valori della democrazia, soprattutto per l’ignavia con la quale è stato affrontato il dibattito. Gramsci nel 1917 scrisse: ‘Odio gli indifferenti… Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia aggruppare i nodi che poi solo la spada potrà tagliare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare’ Anche io odio gli indifferenti. Partigiano! Dove sei…






