Sono una decina al momento, ma il numero è destinato a crescere in base a chi verrà refertato lontano da Terni, nelle città dove svolgono le proprie funzioni, gli operatori delle forze dell’ordine, fra polizia di Stato e carabinieri, rimasti contusi o feriti a seguito degli scontri avvenuti nella serata di domenica a Terni, all’esterno dello stadio ‘Liberati’ dopo la partita fra Ternana ed Ascoli, terminata con la vittoria dei marchigiani per 2 a 0. Le prognosi medie, si apprende, si attestano sui 10/15 giorni.
Non era l’Ascoli né la squadra rossoverde, come noto, il bersaglio della contestazione degli ultras, ma la società e la situazione di crisi venutasi a creare da tempo. Ultras che, per far sentire la propria voce, si sono radunati di fronte ai cancelli che consentono l’accesso all’area degli spogliatoi dello stadio e da dove sarebbe dovuto uscire il pullman della squadra marchigiana. Sull’accaduto, che ha visto anche due distinte cariche da parte dei reparti mobili presenti – due della polizia di Stato ed uno dei carabinieri -, sono in corso indagini da parte della questura di Terni, in particolare della Digos. Anche attraverso la visione delle immagini disponibili.
Una prima carica ‘di alleggerimento’ sarebbe stata messa in atto – si apprende da fonti di polizia – per disperdere le persone, circa 130/150, che si erano inizialmente radunate davanti ai cancelli. Il gruppo si sarebbe poi ricompattato e a quel punto sarebbe partita una seconda carica che ha definitivamente disperso le persone presenti. In quei frangenti, verso le forze dell’ordine sono stati lanciati petardi, bottiglie e anche qualche sasso. Indagini sono in corso – si apprende – anche sul lancio di una ventina di fumogeni e l’esposizione di striscioni all’interno dello stadio ‘Liberati’ durante la partita.
La Ternana ko nel debutto casalingo in campionato: lo 0-2 con l’Ascoli nelle foto di Alberto Mirimao






