di Gianni Giardinieri
Tre gestioni negli ultimi tre anni: Pharmaguida (Nicola Guida), i fratelli Stefano e Maurizio D’Alessandro (Rabona Mobile) e la FLACLA della famiglia Rizzo (Gruppo Villa Claudia), Gian Luigi, sua moglie Laura Melis e la loro figlia, Claudia Rizzo. Li mettiamo in fila, ad imperitura memoria: da lunedì la Ternana Calcio è in liquidazione volontaria.

Prima dell’apocalittico triennio, una società priva di esposizioni debitorie (il passivo è sempre stato ripianato con forti iniezioni di liquidità, va detto) ma dai costi di gestione insostenibili per qualsiasi club di serie B (va detto anche questo), a maggior ragione di serie C dopo la retrocessione nella gestione Guida. Come comprarsi una Ferrari per andare a fare la spesa, senza avere i soldi per fare il pieno. Al massimo qualcuno ci ha messo 20 euro per accendere il motore, sgasare contento con il contagiri (da fermo si intende) e poi girare la chiave su off.
Lunedì il ‘gran finale’: Fabio Forti, ultimo – con tutta probabilità – amministratore unico della Ternana Calcio 1925, ha convocato l’assemblea straordinaria dei soci, verificato la non volontà degli stessi di procedere ad un necessario aumento di capitale e deciso di adire alla liquidazione volontaria, consegnando al liquidatore (indicato dai Rizzo, risponde al nome di Fabio Lacalamita) i libri sociali, l’inventario e la situazione contabile. Del resto, mantenere una Ferrari costa tantissimo, non te la cavi mica con la tanichetta dell’olio motore comprato al supermarket.

Il liquidatore dovrà gestire l’attivo (quale?) ed il passivo del club, redigere un bilancio finale di liquidazione e procedere alla cancellazione dal Registro delle Imprese. Nel caso in cui si rendesse conto che non è possibile soddisfare tutti i creditori (tantissimi) deve invece presentare istanza di fallimento, depositando in tribunale i libri contabili, convertendo la procedura da privata a giudiziale. Il tribunale nominerà un curatore della liquidazione giudiziale e si completerà la procedura fallimentare.
Questi passaggi, che richiederanno settimane, sono praticamente già scritti. Margini fantasiosi per trovare soluzioni alternative di fatto non esistono. Sperarci equivarrebbe a rivivere pomeriggi come quello di lunedì, passato ad inseguire acquirenti dell’ultima ora. Resta l’ultima questione: il campo. Sabato 18 aprile la Ternana scenderà in campo contro il Bra a Sestri Levante? Concluderà il campionato, magari disputando anche i play off?

Qui si entra in decisioni che coinvolgono la Figc e le sue norme organizzative (Noif), in particolare gli articoli 16 e 52: trattano della revoca dell’affiliazione, che si può disporre per le società in liquidazione volontaria (caso Ternana) o giudiziale, specialmente se questa comporta l’incapacità di proseguire la stagione sportiva (ad esempio poter pagare la trasferta o sostenere i costi gestionali delle partite casalinghe).
L’esclusione dal campionato, per la società in liquidazione, se avvenisse nel girone di ritorno (come nel nostro caso) comporterebbe lo 0-3 a tavolino solo per le restanti gare da disputare da parte della Ternana (due, Bra in trasferta e Pianese in casa). Margini operativi per far concludere la stagione sembrano più legati ad artifizi ed arzigogoli politici. Nel frattempo, martedì, la Ternana ha comunicato che sono sospesi gli allenamenti. Piove sul bagnato.






