L’EX AMMINISTRATORE FABIO FORTI: «TERNANA IN LIQUIDAZIONE VOLONTARIA»
Indisponibilità ad incrementare il capitale sociale e quindi a ripianare le perdite, dimissioni dell’amministratore unico Fabio Forti, delibera della liquidazione volontaria e nomina di un liquidatore, un professionista di fuori provincia.
Questi – in sintesi – i passi compiuti dalla proprietà della Ternana Calcio nell’assemblea dei soci che si è tenuta lunedì pomeriggio presso uno studio notarile di Terni. Nell’intervista all’ex amministratore Forti, i contenuti delle decisioni e la notizia che la ‘manifestazione di interesse’ giunta via Pec lunedì, da parte dell’imprenditore Carlo Pantalloni (QUI LA SUA INTERVISTA), sarebbe stata revocata dallo stesso nel corso del pomeriggio.
Con la liquidazione volontaria la palla passa completamente in mano al liquidatore. Che, valutata la situazione sul piano economico e finanziario, procede tecnicamente alla liquidazione e quindi alla chiusura della società, convertendo ciò che possibile in denaro per pagare i creditori. A fronte, però, di una massa debitoria crescente e soprattutto dell’impossibilità di soddisfare gli stessi creditori, il liquidatore – se non anticipato da un’istanza di fallimento – è tenuto a ‘portare i libri in tribunale’, presentando istanza per l’apertura della liquidazione giudiziale. In una parola, fallimento.
Anche semplicemente alla luce delle scadenze federali del prossimo 16 aprile, il futuro della società rossoverde – se di futuro si può ancora parlare – è cupo e legato, ormai, più alle carte di tribunali, avvocati e creditori che al campo di gioco. Mai così lontano dalle prospettive. Il tutto mentre continuano a consumarsi scontri a distanza fra istituzioni, proprietà e una piazza sempre più disorientata e, comprensibilmente, sfiduciata.






