di Fra.Tor.
È stata inaugurata sabato pomeriggio al Caos la mostra ‘Bag Museo’ di David Pompili, personale curata da Chiara Ronchini per Le Macchine Celibi. Un progetto che porta nella sala Ronchini quaranta lavori e una grande installazione immersiva, costruita attorno ad un elemento tanto semplice quanto provocatorio: una busta di carta McDonald’s trasformata in superficie artistica e simbolica.
L’esposizione ruota attorno al contrasto tra la classicità dell’arte e la velocità della cultura contemporanea. Sulle buste compaiono frammenti di statue, mani scolpite, dettagli di opere antiche che si intrecciano con scritte urban, spray, dripping e slogan immediati. Un dialogo volutamente acceso tra il patrimonio artistico destinato a durare nel tempo e la logica dell’usa e getta che domina il presente. Tra le frasi che attraversano le opere anche ‘Consume images, forget meaning’, quasi un manifesto dell’intera mostra. La busta di carta, fragile e destinata ad essere buttata via, diventa così metafora di un patrimonio culturale ridotto spesso a immagine veloce, consumata e dimenticata nel giro di pochi secondi. Il lavoro di Pompili si muove proprio su questa tensione: trasformare un oggetto quotidiano in un veicolo di pensiero, mantenendo però un linguaggio immediato, pop e accessibile. Una cifra stilistica che caratterizza da anni la produzione dell’artista spoletino, attivo dal 1989 e presente con le sue opere in importanti collezioni museali italiane, tra cui palazzo Collicola di Spoleto, il Maam di Roma, il Ciac di Foligno e Cittadellarte della Fondazione Pistoletto a Biella.
«Sono davvero entusiasta di questa mostra perché David Pompili è un artista contagioso, un’energia continua», ha spiegato la curatrice Chiara Ronchini. «Produce incessantemente perché ha la necessità di comunicare qualcosa e quando c’è davvero qualcosa da dire il pubblico lo percepisce. La mostra è pop, colorata, piena di simboli riconoscibili anche dai più giovani e dai bambini. La mia speranza è proprio quella di avvicinare sempre più persone all’arte e alla cultura». Ronchini ha sottolineato anche il valore della nuova programmazione del polo museale ternano: «Dopo la mostra di Ambigua di Natoli ripartiamo con tanti appuntamenti, tra ricerca, sperimentazione e collaborazioni importanti. Il Caos è un luogo meraviglioso che appartiene alla città e alle persone. Qui la cultura vive, si sperimenta e si condivide. Le mostre le facciamo per tutti».
La mostra è stata realizzata anche grazie al sostegno di alcune aziende del territorio, tra cui Conad Superstore Narni Scalo, Cedios Terni, Bar Trattoria Italia 61 Narni Scalo e 2C Arte Roma. Collaborano inoltre al progetto Stefano Ranalli e Francesco Costanza per la parte video e musicale, mentre gli allestimenti sono stati curati da Antoni Maria Catalani e Massimo Longhi.






