di S.F.
Ampliamento della discarica per rifiuti pericolosi in località Valle di proprietà Ast con intervento di landfill mining, ci siamo. C’è l’approvazione del progetto e del rilascio dei titoli abilitativi necessari alla realizzazione e per l’esercizio: decisiva la conferenza di servizi del 23 luglio in sede di Paur, il Provvedimento autorizzatorio unico regionale. Firmano in tredici.
IL VERBALE PUBBLICO DELLA CONFERENZA DI SERVIZI DEL 23 LUGLIO 2026 (.PDF)
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Il semaforo verde arriva tenendo conto dell’avviso al pubblico, del progetto, dello studio di impatto ambientale, del progetto di monitoraggio ambientale e delle integrazioni documentali richieste in corso d’opera. Ora c’è l’impegno da parte dei rappresentanti unici degli enti coinvolti di trasmettere al servizio competente della Regione i titoli abilitativi di competenza entro e non oltre il 14 agosto «ai fini dell’adozione del provvedimento di Paur».
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Ad aver inviato i pareri sono le direzioni regionali coinvolte, Sii, Auri, Usl Umbria 2, Comune di Terni, Arpa Umbria e Afor. Out nella seduta – non la prima volta – di giovedì la Provincia di Terni. Firmano Michele Cenci, Fabrizio Piergiovanni, Michela Dipinto, Giorgia Imerigo, Fernando Camponi, Giovanni Scordo, Federico Listanti, Lucia Barabani, Mario Sunseri, Sandro Trastulli, Maria Foresi, Caterina Austeri e Francesca Teti. «Si segnala – si legge nella missiva inviata dal Ru del Comune, Imerigo – che l’attuale richiesta di autorizzazione non ampli il limite autorizzato nel 2005 e poi nel 2019, ma estenda la capacità ricettiva in altezza».
L’intervento è noto da tempo in quanto rientrante nell’ambito dell’Accordo di programma sottoscritto tra Governo, Regione, Comune e Arvedi Ast. Con il landfill mining dell’ex discarica comunale e l’ampliamento della discarica – attraverso il recupero di nuovi volumi con sopraelevazione dell’impianto esistente – come interventi prioritari: spazio dunque alla rimozione dei rifiuti urbani da anni presenti nella discarica, la realizzazione del nuovo sistema di impermeabilizzazione del fondo e la ricollocazione in sicurezza dei materiali non recuperabili. Non previsto il consumo di nuovo suolo.






