di S.F.
Ricorso irricevibile. Così si è conclusa una curiosa vicenda finita sul tavolo del Tar Umbria che ha coinvolto un avvocato – si è autodifeso – e il Comune di Terni, seguito invece da Paolo Gennari e Francesco Silvi: di mezzo c’è una richiesta di accesso agli atti.
Il ricorrente – si legge nella sentenza firmata dal presidente Pierfrancesco Ungari e dall’estensore Floriana Venera Di Mauro – si è attivato impugnando il provvedimento «con il quale il Comune di Terni si è espresso in senso sfavorevole sull’istanza volta a ottenere l’accesso all’esposto presentato contro il sottoscritto per maltrattamenti contro animali’. Il provvedimento fa riferimento alle direzioni polizia Locale e affari generali.
Il Tar ha accolto l’eccezione sollevata dall’avvocatura dell’ente legata all’articolo 87 – comma 3 – del codice di procedura amministrativa: «Nei giudizi in materia di accesso ai documenti amministrativi il termine per il deposito del ricorso è dimezzato rispetto a quello ordinario di trenta giorni, stabilito dall’articolo 45, comma 1. Il ricorso introduttivo del presente giudizio, notificato il 15 settembre 2025, risulta essere stato depositato soltanto il 10 ottobre 2025, e dunque oltre il prescritto termine perentorio di quindici giorni». Irricevibile. L’avvocato ricorrente è stato infine condannato al pagamento di 1.000 euro per le spese di giudizio.






