«È ora di archiviare definitivamente le iniziative autoreferenziali della sinistra – quest’ultime due parole aggiunte successivamente, ndr – che hanno caratterizzato per tanti anni la nostra città e assorbito risorse pubbliche senza rilanciare l’immagine e la sostanza di Terni. È tempo di pensare in grande, come ha saputo fare la Fondazione Carit». Di chi sono queste parole lanciate prendendo spunto da ciò che sta avvenendo con la mostra ‘Dramma e Passione – Da Caravaggio ad Artemisia Gentileschi’? Del capogruppo della Lega Federico Brizi che, come già accaduto di recente, torna a punzecchiare.
L’indicazione del modello
Brizi in sostanza appoggia palazzo Montani Leoni e, al contempo, lancia un altro messaggio: «Il grande successo – sottolinea – di visitatori di queste prime giornate di apertura della mostra ‘Dramma e passione’ sono la conferma che Terni ha bisogno della qualità, del respiro nazionale, della visione al di là delle piccole questioni. Una mostra affidata a un curatore di prestigio, in un contesto universitario, un appuntamento per certi versi unico viste le opere esposte sono la chiave del successo. Non ultimo ritengo fondamentale anche la scelta di un autore, il Caravaggio, molto amato e conosciuto, così come Artemisia Gentileschi, oltre ad essere una autrice di grande tecnica e raffinatezza è una delle donne più rilevanti del Seicento italiano. Occorre dare atto che la Fondazione Carit, che è il motore di questa iniziativa culturale, ha saputo comprendere quale sia la ricetta giusta e indicare un modello a tutta la città. Come consigliere comunale mi spenderò in tutte le sedi perchè anche le risorse pubbliche siano indirizzate verso grandi, rilevanti, appuntamenti incentrati sulla qualità, siano essi riguardanti sulle tematiche culturali, sportive, o turistiche. Una città della rilevanza – conclude – di Terni è fatta anche di iniziative di ampio respiro e per certi aspetti audaci».
‘Dramma e Passione – Da Caravaggio ad Artemisia Gentileschi’: via alla mostra – Foto







