di S.F.
Stava camminando lungo via Colombo, a ridosso di piazza Ridolfi, quando è caduta a terra per una buca «cagionata dalla mancanza di un cubo di porfido (sampietrino, ndr) nella pavimentazione, parzialmente riempita con catrame». Il fatto è accaduto l’8 settembre del 2021 alle 11.15 durante il consueto mercatino settimanale: la vicenda è ancora d’attualità perché mercoledì 4 marzo la Corte d’appello di Perugia ha pubblicato la sentenza che conferma la condanna del Comune di Terni al risarcimento del danno, come era stato stabilito in primo grado.

Il tribunale aveva condannato l’ente al risarcimento dei danni per oltre 14 mila euro e il Comune si è mosso con l’appello in II grado per ribaltare il dispositivo. La vicenda si è sviluppata – come si può leggere nella sentenza – da un intervento manutentivo parziale dell’amministrazione che, tuttavia, ha fatto rimanere un dislivello non segnalato a livello. E la donna, difesa dall’avvocato, Sauro Gili, ci è caduta «in un contesto di mercato, con presenza di numerose persone e fisiologica concentrazione dell’attenzione sulle bancarelle, circostanza pienamente prevedibile per l’ente proprietario della strada».

L’avvocatura del Comune ha provato a vincere la causa precisando «come non vi fosse prova dell’inevitabilità oggettiva dell’insidia, né della sua imprevedibilità soggettiva, né tantomeno della sua intrinseca pericolosità». Invocando in più un concorso di colpo della vittima. Niente da fare. La Corte d’appello di Perugia ha sentenziato ribadendo la provata responsabilità oggettiva sulla base dell’articolo 2051 del codice civile (custodia della strada). Risultato: confermato il dispositivo del I grado e condanna alle spese d’appello per quasi 6 mila euro. Firmano il presidente Simone Salcerini e il consigliere estensore Paola de Lisio.






