
Il calendario 2026 dell’associazione Museo internazionale delle armi leggere di Terni (Mialt), dedicato quest’anno alla storica mitragliatrice Fiat Mod. 35, potrebbe essere l’ultimo di una serie che ha raggiunto la 32° edizione. Sì perché, accanto alla soddisfazione di aver completato il restyling del sito web dell’associazione – e di aver dato vita, come ormai tradizione, ad un calendario che è apprezzato anche da collezionisti e appassionati di armi – i motivi per andare avanti con convinzione, sembrano davvero pochi. Su tutti, l’assenza di qualsiasi passo avanti per la realizzazione del Museo delle armi di Terni. Ma partiamo dalla fine.

Nella giornata di mercoledì 7 gennaio, il Brigadier Generale Benigno Riso, per anni direttore del Polo mantenimento armi leggere di Terni (ex Fabbrica d’Armi) e quindi presidente dell’associazione, ha rassegnato le proprie dimissioni da qualsiasi incarico in seno alla stessa. Nella lettera, Riso parla di «rammarico per la totale assenza di riscontri o di un minimo riconoscimento da parte delle istituzioni». L’associazione Mialt perde così un pezzo importante e rischia un ulteriore addio, con il presidente – Pietro Nicoli – giunto alla fine del proprio mandato triennale e per nulla intenzionato a ricandidarsi.

«Condivido il malessere del Generale Riso – afferma Nicoli – e posso testimoniare che tutti i tentativi di dialogo con l’amministrazione comunale, non hanno dato alcun esito. Analogo dispiacere mi è stato manifestato da membri del consiglio direttivo. Va detto che il problema non nasce con questa amministrazione, ma riguarda tutte quelle che si sono avvicendate a palazzo Spada negli ultimi 25 anni. Con l’attuale, tuttavia, avevamo ben sperato in quanto è stata l’unica ad inserire il Museo delle armi nel programma di governo della città. Ma, dopo quel passo, il nulla. Nonostante al ministero della Difesa c’è chi sia convinto, come me, che basti solo la volontà, essendo tutto, o quasi, già pronto da tempo. Personalmente – aggiunge Pietro Nicoli in merito all’associazione Mialt – il mio mandato di presidente è scaduto e difficilmente mi ricandiderò».






