di S.F.
Criticità igienico-saniterie per muffa, infiltrazioni ed umidità. Criticità strutturali con distacco di materiali, ammaloramento dei solai e dissesti delle pavimentazioni. Criticità impiantistiche con impianti non conformi agli standard di sicurezza e carenza nei sistemi di emerganza. Sono le tre macro-tipologie di problematiche individuate dagli uffici del Comune di Terni per le strutture scolastiche: c’è l’approvazione del piano da 1,2 milioni di euro per tentare di cambiare il modello organizzativo e gestionale sul tema.
IL PIANO SCUOLE DA OLTRE 1 MILIONE DI EURO: BUDGET, INTENZIONI E PROBLEMI

Del tema se ne sta parlando in questi giorni in una serie di audizioni in commissione e ora la direzione governo del territorio – su input dell’assessore Sergio Anibaldi in collaborazione con la collega Tiziana Laudadio – ha creato dei documenti per modificare il modello attuale, caratterizzato «da interventi episodici ed emergenziali» attraverso «l’adozione di un sistema strutturato, programmato e basato su criteri oggettivi di priorità». Ora c’è il quadro esigenziale dei singoli plessi che, non a sorpresa, hanno messo in evidenza «diffuse condizioni di degrado, con impatti rilevanti sotto il profilo della sicurezza, della salubrità e della qualità degli ambienti didattici». C’è molto da fare.
MARZO 2026, SI VA VERSO IL QUADRO ESIGENZIALE PER LE SCUOLE

Tre gli assi strategici individuati nel nuovo modello. Censimento/piano esigenzale, accordi quadro per procedere e un ‘budget virtuale’ per la programmazione ed il controllo con distribuzione equa delle risorse. Ne servono un bel po’ per avviare in concreto il piano: il fabbisogno è quantificato in 1 milione e 240 mila euro per gli interventi prioritari di messa in sicurezza e ripristino del decoro. La copertura finanziaria ci sarà dopo l’assestamento di bilancio e la verifica degli equilibri.
IL DIRIGENTE FRATINI E IL PROBLEMA DELL’INFANZIA CARDETO

Interessante andare a vedere la relazione tecnica sul nuovo piano manutenzione delle scuole firmato dal dirigente Federico Nannurelli. Il concetto chiave descritto è quello di «smettere di operare per ‘rappezzi’ improvvisati permette di allocare le risorse dove i dati – e non solo le proteste – indicano una necessità oggettiva, eliminando gli sprechi tipici della perenne emergenza». Così come la mappa delle criticità, dove vengono esposte problematiche di varia natura. Come ad esempio per l’infanzia ‘Luigi Nobili’: «Le infiltrazioni e l’umidità di risalita hanno creato una situazione definita ‘incompatibile con la salute e sicurezza’ di bimbi e personale».

Di mezzo anche le palestre della ‘Brin’ e della ‘Oberdan’, entrambi inagibili da tempo. Sulla seconda inoltre c’è la nota chiara del Rssp che per il Comune «evidenzia un rischio estremo» per ‘impianti elettrici non a norma, confermata nell’uso indiscriminato di prolunghe non a norma il cui uso può sovraccaricare l’impianto surriscaldando i componenti con il rischio di incendio’. Tutto dire. Ma c’è di peggio: «L’urgenza assume contorni drammatici nel caso della scuola ‘De Sanctis’: qui è stata rilevata una copertura in eternit/amianto proprio sopra il muro di recinzione del cortile, che coincide paradossalmente con il punto di raccolta per le emergenze. Rimuovere quel materiale significa letteralmente proteggere la vita di chi attende i soccorsi».

L’investimento, come detto, vale oltre 1,2 milioni di euro. In maggior misura destinato alla Dd San Giovanni (185 mila euro); a seguire l’istituto Brin (173 mila) e l’istituto Oberdan (112 mila). Poi Mazzini, Don Milani, Marconi, De Filis, Da Vinci, Giovanni XXIII e Aldo Moro: «L’entità di questi fabbisogni evidenzia come la mancata programmazione comporterebbe non solo un degrado funzionale, ma una responsabilità civile e penale per il dirigente scolastico in qualità di datore di lavoro e per l’ente in qualità di proprietario». Non resta che attendere l’assestamento di bilancio per i fondi e l’effettiva partenza del piano.






