di S.F.

«Strumento di prevenzione della criminalità, che presuppone la partecipazione attiva dei cittadini residenti in una determinata zona e la collaborazione di questi ultimi con le Forze di polizia statali e locali». È la definizione di ‘controllo del vicinato’ inserita nel vademecum operativo per lo sviluppo a Terni: il protocollo d’intesa integrale è ora disponibile dopo l’approvazione in giunta. Il patto, come noto, coinvolge prefettura e Comune.
IL PROTOCOLLO D’INTESA E IL VADEMECUM OPERATIVO (.PDF)

Ci sono alcuni passaggi interessanti – seppur conosciuti e scontati – in particolar modo nel vademecum. Esempio? «A nessuno viene chiesto di fare eroismi, ronde o chissà cosa di speciale. A tutti invece è richiesto di prestare maggiore attenzione a chi passa per le strade nonché alle situazioni anomale che possono saltare all’occhio o generare apprensione ed allarme», l’indicazione fornita. Coinvolti i gruppi del vicinato, i coordinatori e le forze di polizia statali-locali.
«CENTRO DI TERNI FUORI CONTROLLO», L’SOS

Sarà il coordinatore a segnalare alle forze dell’ordine «situazioni inusuali e/o comportamenti sospetti». C’è anche una sezione dove viene messo nero su bianco cosa non deve fare un gruppo di controllo: «Non si sostituisce alle forze di polizia». Dunque «non interviene attivamente in caso di reato, fatte salve le prerogative che la legge riserva ad ogni cittadino; non fa indagini sugli individui; non scheda le persone; non si intromette nella sfera privata altrui». Ciò perché lo scopo del ‘controllo del vicinato’ è «esclusivamente quella di aumentare la soglia di attenzione rispetto ad eventi ‘anomali’ nelle aree coinvolte dall’iniziativa».
GIUGNO 2025: AUTO SPACCATE E FURTI IN CENTRO

Ma quando, in sintesi, si potrà chiedere aiuto/supporto? «Solo in presenza di situazioni che richiedano l’immediato intervento delle forze di polizia (quali ad esempio furti, rapine e aggressioni in atto), i componenti del gruppo dovranno chiamare direttamente i numeri dell’emergenza 112, 113, oppure 115 o 118 a seconda della tipologia del fatto (incendi o emergenze sanitarie)».
I COMMERCIANTI DEL CENTRO IN PRESSING PER LA SICUREZZA

Il coordinatore – la figura fondamentale di tutto il discorso – avrà un bel po’ di compiti. Tra i più rilevanti «dovrà incoraggiare la vigilanza informale tra i residenti dell’area, mettere insieme piccoli indizi per poterli comunicare alle Forze di polizia se necessario (es.: vicino comunica passaggio frequente auto rossa persone sospette targa XYZ, giorni dopo ci sono crimini in zona legati a un’auto rossa)».

I cittadini che faranno parte del ‘controllo del vicinato’ – in definitiva – potranno «svolgere una attività di mera osservazione riguardo fatti e circostanze che accadano nella propria zona di residenza». Ed è «severamente vietata qualsiasi iniziativa personale, ovvero qualunque forma, individuale o collettiva, di pattugliamento del territorio». Infatti tra gli impegni del Comune, oltre a predisporre ed installare i cartelli nelle strade cittadine interessate dalla sperimentazione, c’è anche quello di verificare che i cittadini «non sconfinino in eventuali, possibili forme di pattugliamento attivo, individuale o collettivo». Palazzo Spada dovrà inoltre comunicare alla prefettura tutti i nominativi delle persone coinvolte per le varie verifiche. Sarà curioso vedere come andrà. C’è una certezza: i commercianti, già da tempo, si sono attrezzati per avvisare – Whatsapp è molto comodo per tale uso – gli altri in caso di episodi o avvistamenti ‘sospetti’.






