di S.F.
Una manovra con un perimetro economico complessivo da 33,8 milioni di euro. Dei quali 11 milioni (divisa a sua volta tra i 4,1 milioni di euro di partite Iva/aziende e 6,9 milioni per le persone fisiche) come quota passibile di sgravio, 24.234 soggetti potenziali coinvolti e 3.515 imprese interessate: in estrema sintesi sono i numeri esposti martedì mattina in Bct nell’ambito della ‘rottamazione quinquies’ a Terni che, come noto, riguarderà solo i carichi in mano ad Ader (Agenzia delle entrate-riscossione). Pronta la proposta per il consiglio comunale. Restano fuori i ruoli dei concessionari privati Ica e Municipia nonostante il forte pressing delle associazioni di categoria, reiterato anche nel dibattito odierno.
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Rispetto a quanto già emerso – ovvero che l’ente non ha intenzione di agire anche sui concessionari privati al momento per questioni di bilancio, comporterebbe una minore entrata da 1,7 milioni di euro come detto in commissione ad aprile – non ci sono particolari novità. Se non qualche numero in più, che pubblichiamo nelle varie immagini. Il quadro di base non cambia: palazzo Spada aderirà per la parte di Ader ed a spiegare i dettagli ci ha pensato sia il lato politico (rappresentato dall’assessore al bilancio Michela Bordoni) che quello tecnico, con il direttore generale e dirigente Claudio Carbone e la funzionaria con elevata qualificazione dell’ufficio gestione delle entrate tributarie e contenzioso Giulia Scosta.

Dopo una breve riepilogo sullo sportello unico delle entrate (già presentato a Terni e al Forum Pa di Roma), l’attenzione si è spostata sul vero tema di giornata. Ovvero la ‘rottamazione quinquies’. La struttura comunale ha invitato in Bct tutte le parti interessate (anche la diocesi, non presente tuttavia) per un aggiornamento sulla decisione: «Occorre trovare il giusto equilibrio tra la pubblica amministrazione ed il cittadini che deve onorare le proprie posizioni», ha esordito la Bordoni. Poi i dettagli li ha forniti la Scosta che, slide alla mano, ha snocciolato i dati relativi alla manovra Ader: «Il perimetro riguarda 33,8 milioni di debito residuo per i carichi delle entrate tributarie e patrimoniali tra il 2020 e il 2023, solo sanzioni ed interessi». Per questo tipo di rottamazione non ci sarà un regolamento specifico.
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Su questo fronte l’ente è tranquillo: «Siamo sereni perché facciamo riferimento a carichi vetusti». Tutto ciò ad impatto pressoché zero per le casse del Comune. La vera partita è tuttavia un’altra, i concessionari Ica e Municipia: «Il problema non sono loro, non si tratta – ha specificato Scosta – di incidere su un rapporto di natura negoziale. Vivono di un aggio sulle riscossioni. Non è quello, che è invece la copertura di bilancio. Si parla di entrate che i contribuenti stanno pagando». Argomento già emerso ad aprile, appunto. «La manovra Ader ci permette di non incidere sul bilancio, i carichi sono portati a livello di stato patrimoniale». L’approvazione in aula ci sarà entro il 31 luglio, quindi entro il 30 settembre la trasmissione al Mef. Dopodiché Ader dal 15 ottobre renderà disponibili i dati delle cartelle e dal 28 febbraio 2027 comunicherà le somme dovute. Dal 31 marzo 2027 ci sarà l’inizio dei pagamenti da parte dei privati, da versare in un’unica soluzione o con rateizzazione. Esposto anche il drastico calo dei riversamenti Ader dal 2022: -76%, nel 2025 appena 112.409 euro. Il dg Carbone ha aggiunto che la manovra interesserà tutte le tipologie di contribuenti.

La spiegazione del Comune non ha convinto granché alcuni dei protagonisti presenti. In primis il responsabile dell’area fiscale di Confartigianato Imprese Terni Gianmarco Scopertini: «Apprezziamo lo sforzo, ma ci viene in mente la recente delibera di Foligno che ha esteso la rottamazione anche ai privati Ica e Municipia. Già a marzo chiedemmo i loro dati al 31 dicembre 2023 per capire il volume. Era interessante per i ruoli più recenti, soprattutto per quanto accaduto nel periodo Covid. Prendiamo atto delle difficoltà con il bilancio, ma il tentativo va fatto. Continuo a richiedere con forza quei dati». Sulla stessa linea Maria Bruna Fabbri di Confcommercio: «Il tema rilevante sono i ruoli dei concessionari privati per l’effetto Covid, è un aspetto complementare alla rottamazione». Anche gli altri hanno chiesto la medesima cosa. Tra loro anche il numero uno dell’Ordine dei commercialisti di Terni Stefano Stellati e il numero uno di Confapi Terni Michele Marinelli. In Bct anche la funzionaria Fiorenza Pagliari e l’istruttore tributario Marco Montanucci dell’ufficio unico delle entrate.
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La Bordoni a questo punto ha puntato più sull’aspetto politico: «Il 18 marzo ci siamo lasciato con un’istruttoria fatt, dovevamo ragionare senza i carichi Ader (poi è intervenuto il governo in tal senso, ndr) e c’erano 1,7 milioni di euro da ‘spostare’ sui concessionari. Ecco, per questa rottamazione non c’è una scadenza. Ora abbiamo colto l’opportunità Ader per capire la portata produttiva, per Scopertini non aderiranno in molti». Ad ascoltare anche Roberto Pastura, capogruppo FdI in consiglio.
Non è mancato il confronto con gli enti regionali: «Gli altri Comuni? Ognuno conosce sé stesso e ognuno ha una composizione di bilancio diversa. Ripeto, abbiamo più tempo per valutare e non escludiamo nulla. Possiamo fare un lavoro insieme. La riflessione che pongo io è questa: le rottamazioni in questi hanno portato ad una serie di circostanze, l’esito è quello che pubblica Il Sole 24 Ore il 26 giugno. Sono triplicati i pignoramenti e le azioni esecutive in tre anni. Davvero è un’opportunità oppure, come dico, un procrastinare? Siamo alla quinta rottamazione e siamo al 14,7%. Non può essere questa la riorganizzazione del magazzino fiscale. E in ogni caso siamo i primi per la capacità di riscossione dei tributi». Fine della storia per ora. Se ne riparlerà con questa modalità tra fine estate e settembre. Si procede ma solo per i carichi Ader.






