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Home » Comune Terni, tasse: la ‘rottamazione’ varrebbe una minore entrata di 1,7 milioni. I nodi

Comune Terni, tasse: la ‘rottamazione’ varrebbe una minore entrata di 1,7 milioni. I nodi

Confronto in III commissione sugli atti di Pastura e Patalocco. Gli uffici sulla fattibilità: «Bisognerebbe trovare copertura per il bilancio»

di Simone Francioli
17 Aprile 2026
in Altre notizie
Tempo di lettura: 5 minuti di lettura
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di S.F.

Una cifra complessiva di 1 milione, 703 mila e 909 euro. È quella definita dall’ufficio unico delle entrate del Comune di Terni con l’eventuale adozione della cosiddetta ‘rottamazione quinquies’ con contestuale definizione agevolata dei tributi: venerdì mattina il primo round a palazzo Spada in sede di III commissione. La sensazione è che, salvo sorprese, non si procederà in tal senso. Vedremo. Il pressing dell’opposizione rimane. 

LA ROTTAMAZIONE QUINQUIES: L’APPLICAZIONE 

Il consigliere Pastura

A muoversi per chiedere al Comune di agire con la rottamazione sono stati sia il centrodestra (in primis il capogruppo FdI Roberto Pastura) che il centrosinistra (ad esporre ci ha pensato Leonardo Patalocco del PD). Obiettivo comune: dare tutela ai contribuenti e aiutarli in questo periodo storico di disagio generale nel fronteggiare le spese. «Non derubricherebbe i crediti, ma agevolerebbe il pagamento dei debiti riferiti all’arco temporale dal 2000 al 2023. Eliminando gli oneri accessori su sanzioni e interessi. Perché a fianco del classico ‘furbetto’, c’è una platea di cittadini con difficoltà oggettive e dimostrabili. C’è bisogno di giustizia fiscale», le parole di Pastura. Per Patalocco «il provvedimento sarebbe utile e permette di dare sollievo a chi non può pagare. Uno strumento utile per non mandare in crisi privati ed imprese. Il regolamento attuativo avrebbe un senso». Convergenza politica sul tema.

IL CONTROLLO DI GESTIONE 2025: I NUMERI DEI TRIBUTI 

La Bordoni con i tecnici

La prima a parlare sul fronte maggioranza è stata l’assessore Michela Bordoni: «Si è pensato troppo a rincorrere una serie di assistenzialismi o bonus che, ad oggi, non hanno dato esiti se siamo alla quinta rottamazione», ha detto in premessa citando il governo nazionale. «Nel 2023 noi abbiamo istituito la possibilità, per chi ha carichi debitori con misure cautelari od esecutive, di poter ricomporre il tutto con una definizione agevolata (leggasi rateizzazione, ndr). In quest’ottica il regolamento è già stato modificato e c’è stato un successo. Inoltre un altro grande passo è stata la riorganizzazione della riscossione coattiva per accorciare le tempistiche, più la creazione dello sportello unico delle entrate. L’auspicio è che si possa trovare la miglior soluzione per essere vicini a cittadini». Tirate in ballo anche le riunioni con le associazioni di categoria e la diocesi. Pastura ha subito replicato prima di lasciare la parola ai tecnici: «Questo strumento non ci azzecca nulla con l’assistenzialismo e questo Comune ha ancora tutti i tributi al massimo. Vi ho solo chiesto come si può incardinare la rottamazione, so bene che ci sono vincoli. Occorre creare le condizioni per un percorso». 

Il consigliere Patalocco

Non è rimasto in silenzio il presidente di commissione Claudio Batini: «Cosa non è andato bene fino al 2023 lo hanno capito tutti, non si può speculare. Noi ci siamo insediati in quell’anno. Bisogna cercare di far pagare le tasse giuste e non aumentare per ‘alleggerire’ coloro che non le pagano». Poi sono saliti in cattedra i tecnici, in primis la responsabile dell’ufficio unico delle entrate Giulia Scosta: «Una distinzione in primis. La rottamazione quinquies è per provvedimenti specifici in capo ad Ader e non nostri, la nostra applicazione fa riferimento alla definizione agevolata dei tributi. Noi possiamo incidere non sulla sorte, bensì sugli interessi e quando c’è una riforma non bisogna perdere di vista la ratio. Qui si parla soprattutto di crediti vetusti ed è fondamentalmente per i Comuni che hanno difficoltà nella capacità di riscossione. Non è il caso del Comune di Terni perché sta riscuotendo e non abbiamo crediti vetusti». Il nodo principale, come emergerà, è un altro. Ovvero l’equilibrio di bilancio. 

Scosta, Carbone e Bordoni

Nel dettaglio ci è entrato il direttore generale e dirigente dell’ufficio unico delle entrate Claudio Carbone: «Il governo di recente è intervenuto con la riforma della riscossione per un accertamento immediato a livello coattivo. Ciò ha determinato un’attività intensa di azioni esecutive per i Comuni che, oggi, ha portato ad adottare il provvedimento nazionale della rottamazione perché gli enti non riscuotono. Da un lato dunque c’è una riforma che mette in condizione il Comune di agire e poi lascia al governo locale il dover trovare risorse per farlo», la premessa. Carbone ha poi fatto alcuni passaggi sul confronto con la Corte dei conti («abbiamo fatto bella figura») a settembre e il problema Ader, già noto da tempo. Non è mancato un plauso al gruppo per l’attività: «Ringrazio il presidente Batini per le belle parole, soprattutto per l’ufficio. Devo essere sincero, ci sono pochino perché sono oberato da altri impegni e il ringraziamento è per loro. Sono fiero del lavoro svolto». Dopodiché il numero chiave. 

«L’adozione della rottamazione quinquies varrebbe un mancato introito per il Comune di 1,7 milioni di euro e servirebbe subito una copertura immediata. Poi ci sono i rapporti contrattuali con i nostri concessionari (Ica e Municipia, ndr) che fanno la riscossione: ci sarebbe l’alterazione del contratto e occorrerebbe un riequilibrio». Non è finita qua: «Siamo gli unici – ha aggiunto Carbone – in Italia ad essere riusciti ad affidare la riscossione coattiva delle multe con un aggio dell’1%, lo stesso di Ader. Prima era del 5-6%, abbattuta la spesa di riscossione dunque». Ed ecco il vero tema: «Bisognerebbe trovare la copertura per le minori entrate perché sono già a bilancio. Inoltre ci sarebbero possibili conseguenze con i soggetti affidatari con una rivisitazione delle condizioni contrattuali. In questi casi chiedono normalmente l’allungamento per ottenere un riequilibrio economico». Una situazione che preoccupa in particolar modo per le violazioni al codice della strada a detta del dg. 

Palazzo Pierfelici

Non è mancato un attacco più o meno diretto ad Ader: «Il governo ha spinto i Comuni a spingersi verso Equitalia per la riscossione, ma poi quest’ultima si è disinteressata dei crediti dei Comuni. In più il vantaggio, quando riscuotono, è più per lo Stato. A noi torna pochissimo». A questo punto è salito alla ribalta Raffaello Federighi (AP): «Da un punto di vista tecnico ineccepibile, ma non nascondo perplessità. L’eccesso di pressione fiscale provoca evasione ed elusione e ho la percezione che ormai le amministrazioni siano una ‘minaccia’ per i cittadini. Che si difendono. Non possiamo andare avanti così. Cosa è cambiato in sostanza rispetto al centrodestra e al centrosinistra? Cosa abbiamo cambiato? Il ragionamento ragionieristico forse dovrebbe cambiare. E parlare di economia e come far vivere meglio i cittadini. Questa spirale non ci porta da nessuna parte perché poi, anche a noi, diranno le cose che sono state dette al centrosinistra e al centrodestra». La parte finale del confronto è stata più animata.

Terni, appalto recupero Imu: c’è l’aggiudicazione per Ica da 1,5 milioni di euro

Pastura non ha mollato l’osso, anzi: «Quando la Scosta dice che la rottamazione trova fondamento per i crediti vetusti, non sono d’accordo. C’è un elemento che contrasta con ciò ed è l’arco temporale dal 2000 al 2023. Direi che è anche per i crediti vetusti e non solo per quelli. Non mi sfugge il tema della copertura finanziaria, ma allora ragioniamoci. Cosa possiamo ottenere? L’aggio all’1%? La differenza la pagano i contribuenti. Non credo sia un buon affare». Ulteriore pressione anche da Patalocco: «Ci sono 30 milioni di residui attivi, ci sarà qualcosa che rientra in questa logica. Ora abbiamo un quadro definitivo con i numeri. Sì, sarebbe un colpo da assorbire, ma agire in questo potrebbe dare sollievo nel lungo termine». Replica anche da Batini: «Poco può fare il Comune, ma cercheremo di farlo». In aula anche la funzionaria Fiorenza Pagliari. 

Infine le battute finali: «Si parla di crediti vetusti e di difficile esazione», la risposta della Scosta a Pastura. «L’aggio dell’1% non vuol dire che è a favore del Comune e va sul cittadino. Ciò che cambia è il riversamento al concessionario». Poi di nuovo Carbone: «Il concessionario potrebbe essere disincentivato in questo modo e sarebbe un problema immediato. La sostenibilità dell’offerta mi preoccupa, siamo al limite. Segnalo che abbiamo un contenzioso tributario dello 0,4% nel 2025, ciò testimonia l’attenzione dell’ufficio con i contribuenti». Infine la Bordoni: «Gli interventi tecnici del governo non stanno funzionando». Breve botta e risposta con Pastura (alla fine tutto risolto con un buon caffé) e ulteriore trattazione in arrivo nei prossimi giorni con altri dati. Contesto complesso. 

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