di S.F.
Il procedimento è stato avviato lo scorso 5 novembre e ora c’è l’atto che chiude il cerchio. Il dirigente al governo del territorio, Federico Nannurelli, ha firmato la determina che, in sintesi, comporta la decadenza del contratto di concessione in uso e gestione dell’area in mano a ‘Il rifugio di Sant’Erasmo’, a Cesi. Si tratta della zona dell’ex tiro a volo.
GIUGNO 2021, L’AGGIUDICAZIONE AL RIFUGIO DI SANT’ERASMO
Terni, ex tiro a volo Cesi: aggiudicazione a Rifugio di Sant’Erasmo
Tutto è nato in autunno quando l’ufficio governo del demanio comunale ha contestato due cose al concessionario. Il primo è «la grave violazione degli obblighi contrattuali consistente nel mancato mantenimento della sussistenza della garanzia fidejussoria a garanzia del pagamento del canone – prevista dall’articolo 5 del contratto – a seguito dell’escussione della polizza specificata nel medesimo articolo avvenuta in data 21 maggio 2025, al fine dell’ottenimento del saldo dei canoni 2021 e 2022 vanamente sollecitati ed ingiunti al concessionario». Il secondo è invece «l’accertata morosità di oltre 180 giorni nel pagamento del canone stabilito, relativa ai canoni di concessione per gli anni 2023 e 2024, stante il mancato saldo dell’avviso di pagamento trasmesso via Pec prot. del 12 settembre 2024 e dei successivi e conseguenti solleciti». Con accertamenti esecutivi.
FEBBRAIO 2021, PARTE LA PROCEDURA

Il Comune si è attivato in quanto proprietario del complesso immobiliare. La gara c’era stata nel 2021 con contratto per l’uso risalente al 29 settembre 2021: in origine, se tutto fosse filato liscio, sarebbe proseguito per nove anni. Niente da fare. Almeno secondo il documento dirigenziale: «L’amministrazione comunale ha attivato il
contraddittorio con il concessionario, intimando allo stesso di fornire nei dieci giorni successivi alla notifica riscontri in merito alla eventuale avvenuta ricostituzione della garanzia fidejussoria e all’eventuale avvenuto saldo del credito vantato dal Comune di Terni in ragione degli avvisi di accertamento scaduti, ammontanti complessivamente a 6.397,72 euro. Il concessionario non ha fornito alcun riscontro in merito, né nel termine indicato della comunicazione di avvio del procedimento, né ne risultano alla data di redazione del presente atto». C’è dunque la decisione.

Contratto decaduto con tanto di intimazione di sgombero, «liberando l’immobile e l’area da persone e cose di sua proprietà a proprie spese, entro e non oltre 15 (quindici) giorni dalla notifica del presente provvedimento». Ci sarà inoltre l’addebito delle spese per l’esecuzione in danno nel caso di mancato adempimento, più l’applicazione di sanzioni e indennità «per l’occupazione abusiva senza titolo». La riconsegna dovrà avvenire entro 15 giorni. C’è possibilità di ricorso al Tar Umbria. L’Aps è stata fondata nell’ottobre 2020 con lo scopo di rivalorizzare gli eventi sociali, sportivi e culturali dell’area.






