di S.F.
Riqualificazione di piazzale Bosco, tempo di sopralluogo a Terni dopo l’ultimazione dei lavori a novembre. Mercoledì mattina la I commissione si è mossa per vedere lo stato dell’arte dell’opera – il finanziamento del ministero della transizione ecologica è del 2022 e vale 643 mila euro complessivi, anche per l’area di piazzale Caduti di Montelungo – avviata nella primavera con obiettivi di natura ambientale e climatica.
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Protagonista in particolar modo il funzionario agronomo dell’ente, Enrico Maccaglia. È lui – in loco anche l’assessore Marco Iapadre e il dirigente Federico Nannurelli – ad aver dato delucidazioni sulle modifiche: «C’è stato l’inserimento di piante e materiale drenante con riflettanza elevata» per contrastare il fenomeno dell’isola di calore in area urbana. «Messo a punto – ha proseguito – un sistema ibrido con aiuole fuori terra che delimitano il percorso ciclopedonale, che si ricollegherà poi a quello urbano. Dentro ci sono sistemi di accumulo di acque piovane e terreno vegetale».

Focus anche sulle piante: «Le specie arbustive inserite sono tipiche di ambienti mediterranei/aridi. E anche la vegetazione riportata sulla copertura delle tettoie è così. Infine le pergole con le piante rampicanti, con grande capacità di adattamento alle temperature con ridotte esigenze agronomiche. Non hanno bisogno di grandi quantità d’acqua, né di concimi. Nemmeno di manutenzione. C’è un impianto di irrigazione ad elevata efficienza». Maccaglia ha parlato poi dei primi risultati di tale trasformazione sulla base di dati dell’università di Perugia.
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Con un confronto tra il pre 2023 e il post 2025: «L’impiego di materiali chiari e di superfici drenanti ha consentito un incremento dell’albedo (capacità di una superficie di riflettere la luce solare, ndr) di 0,089. Cui corrisponde una compensazione di anidride carbonica per metro quadro da 14,27 chili. A poche settimane dalla fine dei lavori si è riscontrato un miglioramento delle caratteristiche climatiche». Stesso discorso per piazzale Caduti di Montelungo, dove la commissione ha poi proseguito il giro.
L’apertura al transito dei pedoni? «Stiamo aspettando il collaudo statico della tettoia», ha concluso Maccaglia. Per il resto silenzio generale. Se non una ‘battuta’ di Francesco Maria Ferranti: «Positiva la riqualificazione, ma l’arredo è di stampo bolscevico». Fine della storia. Chiaro che resta – le segnalazioni dei cittadini sono costanti sul tema – la problematica della situazione del manto stradale, da anni in condizioni tutt’altro che esaltanti tra buche e dissesti.






















