di S.F.
Dai ‘soli’ 2,1 milioni di euro del 2022 ai 7,4 milioni del rendiconto 2025. Con un incremento del 227,59%: questo il super incremento per la manutenzione delle strade a Terni nel corso dell’ultimo triennio, come testimoniato e ufficializzato dai dati ufficiali inseriti nel controllo di gestione 2025 dell’ente. Nell’anno in corso si andranno a sfiorare i 10 milioni.

Molto interessante andare a vedere le singoli voci. Come facile intuire, il grande balzo c’è stato soprattutto tra il 2023 e il 2024 a causa dell’acquisto dei mezzi e dell’assunzione a tempo pieno ed indeterminato del primo gruppo di operai dedito proprio alle manutenzioni; a ciò si aggiunge l’oltre 1 milione di euro per l’intervento a Sabbione. Nel 2025 poi si è aggiunto l’esborso per il carburante che, tra l’altro, ora giocoforza aumenterà vista la situazione geopolitica internazionale.

«I dati evidenziano – viene sottolineato nel documento – un rilevante incremento delle somme spese per la manutenzione dal 2023 al 2025. In particolare rispetto al 2022, nel 2025 l’attività manutentiva è più che triplicata». Dal 2024 al 2025 l’incremento è stato del 37,%. Non è finita qui. Nel 2027 è previsto che si andrà oltre i 10 milioni di euro di spesa per le attività manutentive. La domanda è: sta effettivamente funzionando?

L’ente – viene ricordato – ha sviluppato il sistema ‘Cantiere Comune’, «che vede da un lato l’amministrazione diretta che garantisce presenza sul territorio, tempestività, conoscenza capillare, gestione delle emergenze; dall’altro gli appalti e gli accori quadro, che consentono di intervenire su grandi assi con tecnologie e capacità produttiva adeguata ed economie di scala. Come previsto sono stata potenziate le lavorazioni in economia; è stato avviato il reclutamento di personale operativo; sono stati acquisiti mezzi d’opera; è stata realizzata una struttura dinamica per gestire sia gli interventi programmati». Un modello che per palazzo Spada consente «maggiore tempestività di intervento; riduzione dei costi unitari; presidio diretto del territorio e maggiore flessibilità operativa». Perché i dati sull’incidentalità hanno mostrato «l’inadeguatezza dell’approccio tradizionale alla governance stradale basato su interventi manutentivi puntuali e soprattutto emergenziali». Sui sinistri denunciati nel 2025 scriveremo a parte.






